Progetto Nora (CA). Esplorazioni archeologiche al di sotto delle Terme Centrali: un nuovo tempio punico? Prosecuzione delle indagini degli impianti produttivi della cala occidentale.
ProgettoL’antica Nora, situata all’estremo limite meridionale della Sardegna presso l’attuale cittadina di Pula (CA), rappresenta un centro di primaria importanza negli equilibri culturali e commerciali del Mediterraneo occidentale sin dagli albori del I millennio a.C. Già dall’VIII a.C., epoca a cui risale la celebre stele che menziona per la prima volta il nome della Sardegna, Nora è un emporion fenicio, sede di uno scalo commerciale a frequentazione stagionale. Se per i primi due secoli sembra un centro di carattere perlopiù commerciale, dal VI a.C. fino alla piena occupazione cartaginese arriva a raggiungere una reale dimensione urbana: in questo periodo si erigono almeno tre luoghi di culto, si installa un abitato e si sviluppano necropoli e tophet. Con l’occupazione romana, nel 238 a.C. diviene per gradi una città a tutti gli effetti, prima politicamente e poi culturalmente: agli inizi del I d.C. si dota di un complesso forense, fino ad ospitare terme, domus e l’unico teatro in pietra della Sardegna.
All’interno di questo complesso panorama storico e urbanistico, l’attività dell’Università di Milano, avviata dal Prof. Giorgio Bejor nel 2002 e ormai giunta alla 25a campagna, sotto la direzione scientifica della Prof.ssa Federica Chiesa e la vicedirezione della dott.ssa Ilaria Frontori, occupa una posizione decisamente centrale. Il progetto scientifico per il quale si chiede finanziamento ha infatti come oggetto il proseguimento delle ricerche, in linea con le più moderne tecnologie, di un ampio settore della città fenicia, punica e romana. Nel dettaglio, le aree oggetto delle future indagini comprendono alcuni dei più famosi complessi monumentali, collocati nel quartiere centrale e lungo la costa occidentale: le Terme Centrali, sotto le quali sta affiorando un’imponente fondazione forse pertinente a un edificio templare di orizzonte punico, la lussuosa domus nota come “Casa dell’Atrio Tetrastilo”, da sempre simbolo della città, e il complesso artigianale “Edificio 1”, collocato lungo la strada processionale che conduce al santuario di Esculapio.
Il progetto si inserisce in un importante progetto di valorizzazione del sito inaugurato nel 1990 e coordinato dal Comune di Pula e dalla Soprintendenza competente, che prevede la cooperazione con le università di Genova, Padova e Cagliari. Il parco archeologico è infatti attualmente parte di una realtà comprendente il Museo civico G. Patroni, attualmente riallestito e inaugurato grazie anche all’impegno del nostro Ateneo, e il Teatro M. Carta di Pula, in gestione alla Fondazione Pula Cultura diffusa. Il lavoro degli ultimi trent’anni ha consentito di ricostruire dettagliatamente lo sviluppo della città dalla prima Età del Ferro alle soglie del Medioevo, affiancando alla ricerca archeologica il costante monitoraggio dello stato di conservazione delle strutture antiche e del grado di erosione delle coste, nell’ambito di un virtuoso progetto di cooperazione interdipartimentale e multidisciplinare.
All’interno di questo complesso panorama storico e urbanistico, l’attività dell’Università di Milano, avviata dal Prof. Giorgio Bejor nel 2002 e ormai giunta alla 25a campagna, sotto la direzione scientifica della Prof.ssa Federica Chiesa e la vicedirezione della dott.ssa Ilaria Frontori, occupa una posizione decisamente centrale. Il progetto scientifico per il quale si chiede finanziamento ha infatti come oggetto il proseguimento delle ricerche, in linea con le più moderne tecnologie, di un ampio settore della città fenicia, punica e romana. Nel dettaglio, le aree oggetto delle future indagini comprendono alcuni dei più famosi complessi monumentali, collocati nel quartiere centrale e lungo la costa occidentale: le Terme Centrali, sotto le quali sta affiorando un’imponente fondazione forse pertinente a un edificio templare di orizzonte punico, la lussuosa domus nota come “Casa dell’Atrio Tetrastilo”, da sempre simbolo della città, e il complesso artigianale “Edificio 1”, collocato lungo la strada processionale che conduce al santuario di Esculapio.
Il progetto si inserisce in un importante progetto di valorizzazione del sito inaugurato nel 1990 e coordinato dal Comune di Pula e dalla Soprintendenza competente, che prevede la cooperazione con le università di Genova, Padova e Cagliari. Il parco archeologico è infatti attualmente parte di una realtà comprendente il Museo civico G. Patroni, attualmente riallestito e inaugurato grazie anche all’impegno del nostro Ateneo, e il Teatro M. Carta di Pula, in gestione alla Fondazione Pula Cultura diffusa. Il lavoro degli ultimi trent’anni ha consentito di ricostruire dettagliatamente lo sviluppo della città dalla prima Età del Ferro alle soglie del Medioevo, affiancando alla ricerca archeologica il costante monitoraggio dello stato di conservazione delle strutture antiche e del grado di erosione delle coste, nell’ambito di un virtuoso progetto di cooperazione interdipartimentale e multidisciplinare.