Progetto PSR (2025) Linea 8 - Sottomisura A - Dott. Giulio GAROFALO - Ripensare l'obbligatorietà dell'azione penale
ProgettoNella sua lapidaria formulazione, l’art. 112 Cost. ha prestato il fianco a letture massimaliste, che hanno trasformato il principio di obbligatorietà in un tabù. Nato come baluardo a garanzia della legalità del procedere, dell’indipendenza del P.M. e dell’uguaglianza dei cittadini, esso è divenuto uno schermo dietro il quale coprire un diffuso fenomeno di deresponsabilizzazione della parte pubblica. Si pretende che quest’ultima non abbia alcuna discrezionalità lungo l’intero arco del procedimento: dal momento dell’iscrizione della notitia criminis, al potere di agire e alle sue modalità concrete, al potere di impugnazione e di rinuncia. Si tratta, com’è evidente, di una visione miope ed ipocrita, che dissimula la reale dimensione che il principio è andato assumendo nella prassi. Il P.M. è perennemente chiamato a compiere scelte discrezionali: su quali indagini svolgere prima e meglio; su quali azioni esercitare e come. La realtà concreta si è incaricata di dimostrare che il principio non può che vivere in forma “politicamente orientata”. Ciò apre alla doverosa riconsiderazione del tema, affinché continuino ad essere garantiti, pur in una nuova dimensione, le esigenze ad esso sottese. Il presente progetto si propone di indagare tale trasformazione, concentrandosi sui criteri di priorità dell’azione e sulla formulazione di un modello normativo impiegabile dal legislatore; pur obbligato a provvedere ad una regolamentazione generale dei criteri, il Parlamento ancora non si è occupato del problema. La ricerca si svolgerà tramite lo studio della normativa di settore, della dottrina in materia, dei progetti organizzativi delle procure e delle esperienze straniere più interessanti ai fini della presente ricerca. Si ritiene pertanto utile la partecipazione ad incontri di studio e soggiorni presso università e/o enti di ricerca stranieri.