Nonostante la sua importanza, il trasferimento radiativo nella neve è ancora poco compreso a causa della grande variabilità nel tempo e nello spazio. Le conoscenze attuali si basano soprattutto su modelli numerici che richiedono molte ipotesi e parametri, mentre i dati di campo sono limitati. Mancano metodi standardizzati per misurare con precisione la penetrazione della luce nella neve, e le tecniche esistenti sono spesso laboriose o dipendono fortemente dalle condizioni ambientali.
Colmare questa lacuna osservativa è fondamentale per migliorare i modelli che descrivono le interazioni tra neve, clima ed ecosistemi. Una migliore caratterizzazione sperimentale del trasferimento radiativo nel manto nevoso permetterebbe stime più accurate del bilancio energetico, dei meccanismi di feedback e delle dinamiche ecologiche, soprattutto in regioni in rapido riscaldamento come l’Artico e le Alpi italiane.
Le proprietà ottiche della neve dipendono dalla diffusione e dall’assorbimento della radiazione, influenzati dalla forma e dimensione dei cristalli di ghiaccio, dalla stratificazione e dalle impurità presenti nel manto nevoso. Il progetto SPARK svilupperà una nuova sonda ottica capace di misurare automaticamente la propagazione della luce, la stratigrafia e la dimensione dei cristalli con alta risoluzione, permettendo osservazioni più rapide, meno invasive e più dettagliate rispetto ai metodi attuali.
SPARK è articolato attorno a tre obiettivi principali:
1. Progettazione e realizzazione di una nuova sonda portatile ottimizzata per misure sul campo in ambienti freddi, sfruttando l’architettura e il principio di funzionamento di due sonde già validate dal laboratorio di Ottica Strumentale.
2. Test sul campo, calibrazione e validazione nelle Alpi italiane e nelle Svalbard su diversi tipi di manto nevoso.
3. Studio della relazione tra il trasferimento radiativo nella neve, la stratigrafia del manto nevoso e le proprietà morfologiche dei cristalli di neve, attraverso misure nel manto nevoso polare e l’integrazione con dati meteorologici provenienti da stazioni di ricerca locali.
Colmare questa lacuna osservativa è fondamentale per migliorare i modelli che descrivono le interazioni tra neve, clima ed ecosistemi. Una migliore caratterizzazione sperimentale del trasferimento radiativo nel manto nevoso permetterebbe stime più accurate del bilancio energetico, dei meccanismi di feedback e delle dinamiche ecologiche, soprattutto in regioni in rapido riscaldamento come l’Artico e le Alpi italiane.
Le proprietà ottiche della neve dipendono dalla diffusione e dall’assorbimento della radiazione, influenzati dalla forma e dimensione dei cristalli di ghiaccio, dalla stratificazione e dalle impurità presenti nel manto nevoso. Il progetto SPARK svilupperà una nuova sonda ottica capace di misurare automaticamente la propagazione della luce, la stratigrafia e la dimensione dei cristalli con alta risoluzione, permettendo osservazioni più rapide, meno invasive e più dettagliate rispetto ai metodi attuali.
SPARK è articolato attorno a tre obiettivi principali:
1. Progettazione e realizzazione di una nuova sonda portatile ottimizzata per misure sul campo in ambienti freddi, sfruttando l’architettura e il principio di funzionamento di due sonde già validate dal laboratorio di Ottica Strumentale.
2. Test sul campo, calibrazione e validazione nelle Alpi italiane e nelle Svalbard su diversi tipi di manto nevoso.
3. Studio della relazione tra il trasferimento radiativo nella neve, la stratigrafia del manto nevoso e le proprietà morfologiche dei cristalli di neve, attraverso misure nel manto nevoso polare e l’integrazione con dati meteorologici provenienti da stazioni di ricerca locali.