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  1. Attività

Libera circolazione delle decisioni penali nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia

Progetto
Lo strumento più impiegato dalle istituzioni comunitarie nel quadro del III pilastro dell'Unione per realizzare le finalità proprie della cooperazione giudiziaria in materia penale è stato la decisione quadro, funzionale, ex art. 34, par. 2, lett. b), TUE, al «ravvicinamento delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri» e vincolante gli stessi solo per quanto riguarda il risultato da ottenere, lasciando alle autorità nazionali la competenza di decidere in merito alla forma e ai mezzi. Tale strumento è stato ampiamente impiegato anche per garantire l'operatività del principio del reciproco riconoscimento delle decisioni penali adottate dalle autorità giurisdizionali (o omologhe) degli Stati membri,operatività che è stata realizzata o si sta cercando di realizzare con riguardo a tutte le tipologie di decisioni adottate dalle autorità nazionali, e quindi non solo - come accade di regola per le forme di cooperazione instaurate in base a strumenti convenzionali - alle decisioni definitive, ovvero conclusive dei procedimenti penali con l'assoluzione o l'applicazione di una pena detentiva o pecuniaria o alternativa, ma anche a quelle c.d. pré-sentencielles, aventi natura cautelare, provvisoria ed istruttoria (si pensi, per tutte, al mandato di arresto europeo), e, ancora, a quelle pronunciate in un momento successivo alla condanna, di c.d. controllo post-penale. Obiettivo della ricerca è quello di analizzare le diverse decisioni quadro, adottate e in fase di adozione, che fanno applicazione di questo principio, verificandone analogie e differenze, nonché procedendo ad eventuali raffronti con le corrispondenti discipline elaborate nel settore della cooperazione giudiziaria civile, dove l'operatività del reciproco riconoscimento è risalente (cfr. convenzione di Bruxelles del 1968, oggi reg. n. 44/2001 sulla competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale) e può considerarsi ormai "classica". L'analisi in parola sarà effettuata anche alla luce delle innovazioni introdotte dal trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007 che, riproducendo la soluzione accolta dall'art. III-270 del trattato che adotta una Costituzione per l'Europa, codifica a livello primario il principio del reciproco riconoscimento delle decisioni penali, sancendo che la cooperazione giudiziaria in materia penale è su di esso fondata. Lo studio prenderà quindi in considerazione le modifiche apportate a Lisbona ai trattati oggi vigenti, quanto in particolare al superamento della distinzione tra primo e terzo pilastro sotto il profilo delle competenze delle istituzioni e della tipologia degli atti adottabili, la conseguenza più rilevante di tale superamento apparendo, seppur dopo un periodo transitorio di cinque anni, l'esperibilità della procedura di infrazione anche rispetto alla mancata o non corretta trasposizione da parte degli Stati membri degli strumenti che sanciscono l'operatività del principio in parola.
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Academic Signature

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Academic Signature (9)

European Arrest Warrant
European Union
judicial cooperation in civil matters in the EU
European Union
judicial cooperation in criminal matters in the EU
European Union
Treaty of Lisbon
European treaties
European Arrest Warrant
area of freedom, security and justice
judicial cooperation in civil matters in the EU
area of freedom, security and justice
judicial cooperation in criminal matters in the EU
area of freedom, security and justice
framework decision
intergovernmental legal instrument
European Arrest Warrant
judicial cooperation in criminal matters in the EU

Dati Generali

Partecipanti

AMALFITANO CHIARA   Responsabile scientifico  

Tipo

PUR20062008 - PUR 2006-2008

Periodo di attività

Maggio 14, 2008 -
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