Gli spazi della polizia. Un¿indagine comparativa sul definirsi degli oggetti di interesse poliziesco
ProgettoLa polizia ha rappresentato negli ultimi anni un tema di interesse per la ricerca storica. L'attenzione è stata portata da un lato al piano dottrinale, con riguardo alla storia sia del lemma "polizia" sia di come siano andate definendosi le funzioni, dall'altro all'organizzazione degli apparati e alla loro attività.
In questa sede si vuole esaminare quali fossero e come si modificassero nel tempo gli oggetti dell'interesse poliziesco.
Non si intende con ciò concentrare l¿attenzione sul tema già sondato delle scienze camerali e della letteratura della Policeywissenschaft, con tutto quello che ne consegue in termini di produzione di ordinanze di polizia e di conferimento di attribuzioni volte a rendere un territorio bien policé, quanto piuttosto vedere come concretamente, nelle diverse epoche, si evidenziassero esigenze di controllo e di intervento sul territorio e sulla società capaci di tradursi in spazi di polizia, come tali addirittura in grado di caratterizzare la funzione stessa della polizia.
Naturalmente per così fare è necessario distinguere tra varie tipologie di polizia a seconda delle diverse epoche. Ad esempio, se si guarda alla polizia come competenza dello Stato, allora è solo col Settecento che diventa centrale il problema della violenza «criminale» come minaccia della vita e della proprietà dei singoli, col conseguente sviluppo del concetto di «sicurezza interna». Ma prima dell¿Ottocento non vi era solo la polizia come competenza dello Stato: vi erano forme diverse di polizia in ragione degli apparati o dei corpi che la esprimevano e delle rispettive esigenze (al proposito si aprono diversi scenari, dalla giustizia che vedeva ancora il crimine e il criminale come una risorsa, alla Chiesa con i suoi strumenti di controllo e di coercizione, alle corporazioni di mestiere, ai corpi municipali ecc.), potenzialmente diverse a seconda delle epoche e dei territori, e ognuno di questi contesti dava luogo a propri spazi di polizia. Per contro dall¿Ottocento in avanti l¿aspirazione, da parte dello Stato, al monopolio non solo del controllo sociale e dei relativi strumenti, ma anche dell¿individuazione e della determinazione di quali fossero le esigenze della società alle quali si dovesse dare risposta attraverso la polizia, fece sì che si definissero in breve nuovi spazi di polizia, o che quanto meno si desse veste nuova a spazi già ben riconoscibili in epoche antecedenti.
L¿arco temporale andrà dal Seicento alla fine dell'Ottocento.
In questa sede si vuole esaminare quali fossero e come si modificassero nel tempo gli oggetti dell'interesse poliziesco.
Non si intende con ciò concentrare l¿attenzione sul tema già sondato delle scienze camerali e della letteratura della Policeywissenschaft, con tutto quello che ne consegue in termini di produzione di ordinanze di polizia e di conferimento di attribuzioni volte a rendere un territorio bien policé, quanto piuttosto vedere come concretamente, nelle diverse epoche, si evidenziassero esigenze di controllo e di intervento sul territorio e sulla società capaci di tradursi in spazi di polizia, come tali addirittura in grado di caratterizzare la funzione stessa della polizia.
Naturalmente per così fare è necessario distinguere tra varie tipologie di polizia a seconda delle diverse epoche. Ad esempio, se si guarda alla polizia come competenza dello Stato, allora è solo col Settecento che diventa centrale il problema della violenza «criminale» come minaccia della vita e della proprietà dei singoli, col conseguente sviluppo del concetto di «sicurezza interna». Ma prima dell¿Ottocento non vi era solo la polizia come competenza dello Stato: vi erano forme diverse di polizia in ragione degli apparati o dei corpi che la esprimevano e delle rispettive esigenze (al proposito si aprono diversi scenari, dalla giustizia che vedeva ancora il crimine e il criminale come una risorsa, alla Chiesa con i suoi strumenti di controllo e di coercizione, alle corporazioni di mestiere, ai corpi municipali ecc.), potenzialmente diverse a seconda delle epoche e dei territori, e ognuno di questi contesti dava luogo a propri spazi di polizia. Per contro dall¿Ottocento in avanti l¿aspirazione, da parte dello Stato, al monopolio non solo del controllo sociale e dei relativi strumenti, ma anche dell¿individuazione e della determinazione di quali fossero le esigenze della società alle quali si dovesse dare risposta attraverso la polizia, fece sì che si definissero in breve nuovi spazi di polizia, o che quanto meno si desse veste nuova a spazi già ben riconoscibili in epoche antecedenti.
L¿arco temporale andrà dal Seicento alla fine dell'Ottocento.