Identificazione cadaverica da matrici «inusuali»: tamponi oculari e cartilagini
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Data di Pubblicazione:
2017
Citazione:
Identificazione cadaverica da matrici «inusuali»: tamponi oculari e cartilagini / A. V., C. E., G. S., R. C., A. Piccinini. ((Intervento presentato al convegno Dal cadavere al laboratorio : un percorso condiviso : linee guida GIPF, GEFI, GTFI, GIEF e GIAOF tenutosi a Villasimius nel 2017.
Abstract:
Nell’identificazione genetica di un cadavere, sia essa per scopi discriminativi o per accertamenti parentali, si è soliti acquisire campioni organici «classici» dalla salma, quali unghie, denti o frammenti ossei che necessitano di procedure di decalcificazione/estrazione/purificazione del DNA lunghe e laboriose con incostanza di risultati.
La pratica quotidiana e l’esperienza hanno portato però a verificare l’utilizzabilità anche di campioni biologici “inusuali” quali valide alternative dalle quali estrarre DNA in quantità/qualità sufficienti ad ottenere profili genetici con minore sforzo e minor tempo nella fase di estrazione e purificazione del DNA ed anche con maggiore resa.
Nel caso di specie sono riportati i risultati ottenuti utilizzando tamponi oculari e cartilagini (cartilagine epiglottide e sinfisi pubica).
La pratica quotidiana e l’esperienza hanno portato però a verificare l’utilizzabilità anche di campioni biologici “inusuali” quali valide alternative dalle quali estrarre DNA in quantità/qualità sufficienti ad ottenere profili genetici con minore sforzo e minor tempo nella fase di estrazione e purificazione del DNA ed anche con maggiore resa.
Nel caso di specie sono riportati i risultati ottenuti utilizzando tamponi oculari e cartilagini (cartilagine epiglottide e sinfisi pubica).
Tipologia IRIS:
14 - Intervento a convegno non pubblicato
Elenco autori:
A. V., C. E., G. S., R. C., A. Piccinini
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