Skip to Main Content (Press Enter)

Logo UNIMI
  • ×
  • Home
  • Persone
  • Attività
  • Ambiti
  • Strutture
  • Pubblicazioni
  • Terza Missione

Expertise & Skills
Logo UNIMI

|

Expertise & Skills

unimi.it
  • ×
  • Home
  • Persone
  • Attività
  • Ambiti
  • Strutture
  • Pubblicazioni
  • Terza Missione
  1. Pubblicazioni

INNOVATIVE APPROACHES FOR THE CLINICO-PATHOLOGICAL DIAGNOSIS OF FELINE INFECTIOUS PERITONITIS AND FELINE CORONAVIRUS INFECTION

Tesi di Dottorato
Data di Pubblicazione:
2017
Citazione:
INNOVATIVE APPROACHES FOR THE CLINICO-PATHOLOGICAL DIAGNOSIS OF FELINE INFECTIOUS PERITONITIS AND FELINE CORONAVIRUS INFECTION / A. Stranieri ; tutor: S. Paltrinieri. DIPARTIMENTO DI MEDICINA VETERINARIA, 2017 Apr 04. 29. ciclo, Anno Accademico 2016. [10.13130/stranieri-angelica_phd2017-04-04].
Abstract:
La peritonite infettiva felina (FIP) è una patologia letale dei felidi, a patogenesi virale ed immunomediata. La propensione dell’agente eziologico alle mutazioni – coronavirus felino, FCoV – e la sintomatologia spesso aspecifica, rendono questa patologia complessa sia dal punto di vista diagnostico che patogenetico. Non si è ancora a conoscenza, infatti, della mutazione virale responsabile della patologia, non esiste ancora un gold standard per la diagnosi intra vitam e non è ancora disponibile una terapia valida. Lo scopo di questa tesi è di tentare di chiarire alcuni di questi aspetti. I primi due obiettivi (studio I e II) erano diretti allo sviluppo di un test per la diagnosi di FIP in forma effusiva. In particolare, è stata valutata l’accuratezza diagnostica del valore ottenuto dal rapporto tra le due conte leucocitarie fornite dal Sysmex XT-2000iV (Δ total nucleated cell count – TNCC) su campioni di versamento FIP indotto. Successivamente, è stato valutata la possibilità di effettuare lo stesso test su surnatanti di versamenti dopo aggiunta di sangue intero felino, in modo da poter ottenere questo valore su campioni congelati o con risultati dubbi ad altri esami. Il terzo scopo (studio III) era volto a confermare o smentire la presenza di pattern elettroforetici atipici in corso di FIP, come registrato nel nostro laboratorio negli ultimi anni. E’ stato quindi svolto uno studio retrospettivo per confrontare pattern elettroforetici in due periodi di tempo diversi. Il quarto obiettivo (studio IV) si prefissava di valutare l’accuratezza diagnostica di diversi test, sia clinico patologici che molecolari, per trovare il miglior test o la miglior combinazione di test per la diagnosi di FIP in vivo. Nello stesso studio è stato anche valutato il sequenziamento del gene spike (S), ultimamente proposto come discriminante, quando mutato, tra i due patotipi del FCoV. Il quinto scopo (studio V) era di mettere a punto una metodica molecolare isotermica (loop isothermal amplification method – LAMP) per il rilevamento del FCoV. Questa metodica, essendo veloce ed economica, potrebbe facilitare l’identificazione dei gatti eliminatori del FCoV o, per alcuni campioni, la diagnosi di FIP. Durante il mio percorso di dottorato ho anche partecipato ad un progetto sotto la supervisione della prof. Séverine Tasker e della dott.ssa Emi Barker dell’università di Bristol. Questo progetto (studi VI e VI.1) ha lo scopo di scoprire la vera prevalenza, in un ampio numero di tessuti, fluidi e feci ottenute da gatti affetti e non affetti da FIP, di due mutazioni del gene spike considerate ultimamente come co-responsabili della FIP. Gli studi I e II hanno dimostrato che il ΔTNC può essere usato per diagnosticare la FIP con buona accuratezza. Lo studio III ha confermato che i pattern elettroforetici tipici di FIP sono meno frequenti negli ultimi anni, possibilmente per modificazioni nella patogenicità dei FCoVs. Dallo studio IV si evince che i test molecolari possono confermare la diagnosi di FIP, ma che solo l’AGP puo’ escluderla; l’esame citologico dei versamenti dovrebbe essere il test di scelta sui versamenti, mentre sui tessuti il sequenziamento del gene S dovrebbe essere usato per confermare la diagnosi, mentre la PCR 3’ UTR PCR quando la FIP è meno probabile. La metodica LAMP sviluppata nello studio V si è rivelata molto specifica ma poco sensibile, dimostrandosi un buon test per confermare la presenza di FCoV in campioni biologici, ma non per escluderla. Infine, lo studio VI ha messo in evidenza la presenza di coronavirus mutati anche nelle feci di gatti non affetti da FIP, mostrando che i successivi progressi in questo studio metteranno in evidenza nuovi aspetti della pat
Tipologia IRIS:
Tesi di dottorato
Elenco autori:
A. Stranieri
Autori di Ateneo:
STRANIERI ANGELICA ( autore )
Link alla scheda completa:
https://air.unimi.it/handle/2434/488776
Link al Full Text:
https://air.unimi.it/retrieve/handle/2434/488776/816058/phd_unimi_R10485.pdf
  • Aree Di Ricerca

Aree Di Ricerca

Settori


Settore VET/03 - Patologia Generale e Anatomia Patologica Veterinaria
  • Informazioni
  • Assistenza
  • Accessibilità
  • Privacy
  • Utilizzo dei cookie
  • Note legali

Realizzato con VIVO | Progettato da Cineca | 26.1.3.0