I giovani precari della conoscenza di fronte all’esclusione dai diritti sociali collettivi
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Publication Date:
2012
Citation:
I giovani precari della conoscenza di fronte all’esclusione dai diritti sociali collettivi / V. Lastrico. ((Intervento presentato al 5. convegno Conferenza annuale ESPAnet Italia : risposte alla crisi : esperienze, proposte e politiche di welfare in Italia e in Europa tenutosi a Roma nel 2012.
abstract:
L’individualizzazione dei contratti rivolti ai giovani non favorisce la costruzione di un rapporto tra
giovani e sindacato. Per i lavoratori atipici ciò costituisce una grave limitazione, per le
organizzazioni sindacali la difficoltà a raccogliere consenso tra i lavoratori non-standard potrebbe
condurre ad ulteriore perdita di rappresentanza rispetto a quella che si avvia a diventare la parte più
consistente della forza-lavoro. Il problema va ben oltre quello della rappresentatività delle parti
sociali nell’economia post-fordista, e riguarda l’isolamento dei lavoratori flessibili che le procedure
formali riproducono: l’esclusione dalle sedi della rappresentanza non fa che rafforzare spinte
individualistiche, che non si traducono in azione collettiva. Ciò prefigura una perdita della capacità
di voice (essenziale seguendo Hirschman per avere buone politiche del lavoro) per le nuove
generazioni cui sono generalmente diretti i contratti flessibili. Ciò va a sommarsi alle altre
differenze in negativo che separano i lavoratori standard (adulti) da quelli atipici (giovani), aprendo
una frattura sempre più netta fra soggetti inclusi ed esclusi. L’assenza di una rappresentanza
comune di lavoratori standard e precari fa precipitare la divisione tra insiders e outsiders, già così
marcata nelle prassi e nella legislazione italiane, rischia di incrinare il carattere universalista del
movimento sindacale italiano percepito come corporazione che difende solo chi già titolato di diritti
sociali collettivi, e rompe il fronte del lavoro prefigurando uno scontro intergenerazionale fra
genitori dipinti come sovra-tutelati e figli privi di tutele. La situazione è ancor più evidente negli
istituti pubblici di ricerca, dove tuttavia la presenza di vere e proprie carriere precarie porta con sé
l’esternalità positiva di reti relazionali abbastanza stabili da consentire l’azione collettiva autonoma.
Quella delle RSU parallele è solo una delle azioni portate avanti dai precari Istat, che hanno
consentito ai giovani lavoratori una partecipazione attiva alle politiche rivendicative che li
riguardano nel tentativo di ridurre la distanza dai lavoratori standard. Esperimenti di questo tipo
andrebbero seguiti con attenzione, poiché lanciano le premesse per un ingresso alternativo dei
giovani sul terreno della rivendicazione, nel momento in cui si discute di “morte della
concertazione” e dei rapporti consolidati fra le parti sociali messi in atto dalle generazioni
precedenti di lavoratori. Il paper studia le rappresentazioni che i precari Istat danno di precarietà e
rappresentanza, per verificare se la loro definizione, e le azioni portate avanti, si discostino da
quelle che i sindacalisti utilizzano per descrivere il loro problema, applicando le tecniche di frame
analysis per ricostruire la componente diagnostica (definizione del problema della precarietà),
prognostica (soluzioni prospettate) e motivazionale (spinta all’azione collettiva) delle loro
rivendicazioni.
giovani e sindacato. Per i lavoratori atipici ciò costituisce una grave limitazione, per le
organizzazioni sindacali la difficoltà a raccogliere consenso tra i lavoratori non-standard potrebbe
condurre ad ulteriore perdita di rappresentanza rispetto a quella che si avvia a diventare la parte più
consistente della forza-lavoro. Il problema va ben oltre quello della rappresentatività delle parti
sociali nell’economia post-fordista, e riguarda l’isolamento dei lavoratori flessibili che le procedure
formali riproducono: l’esclusione dalle sedi della rappresentanza non fa che rafforzare spinte
individualistiche, che non si traducono in azione collettiva. Ciò prefigura una perdita della capacità
di voice (essenziale seguendo Hirschman per avere buone politiche del lavoro) per le nuove
generazioni cui sono generalmente diretti i contratti flessibili. Ciò va a sommarsi alle altre
differenze in negativo che separano i lavoratori standard (adulti) da quelli atipici (giovani), aprendo
una frattura sempre più netta fra soggetti inclusi ed esclusi. L’assenza di una rappresentanza
comune di lavoratori standard e precari fa precipitare la divisione tra insiders e outsiders, già così
marcata nelle prassi e nella legislazione italiane, rischia di incrinare il carattere universalista del
movimento sindacale italiano percepito come corporazione che difende solo chi già titolato di diritti
sociali collettivi, e rompe il fronte del lavoro prefigurando uno scontro intergenerazionale fra
genitori dipinti come sovra-tutelati e figli privi di tutele. La situazione è ancor più evidente negli
istituti pubblici di ricerca, dove tuttavia la presenza di vere e proprie carriere precarie porta con sé
l’esternalità positiva di reti relazionali abbastanza stabili da consentire l’azione collettiva autonoma.
Quella delle RSU parallele è solo una delle azioni portate avanti dai precari Istat, che hanno
consentito ai giovani lavoratori una partecipazione attiva alle politiche rivendicative che li
riguardano nel tentativo di ridurre la distanza dai lavoratori standard. Esperimenti di questo tipo
andrebbero seguiti con attenzione, poiché lanciano le premesse per un ingresso alternativo dei
giovani sul terreno della rivendicazione, nel momento in cui si discute di “morte della
concertazione” e dei rapporti consolidati fra le parti sociali messi in atto dalle generazioni
precedenti di lavoratori. Il paper studia le rappresentazioni che i precari Istat danno di precarietà e
rappresentanza, per verificare se la loro definizione, e le azioni portate avanti, si discostino da
quelle che i sindacalisti utilizzano per descrivere il loro problema, applicando le tecniche di frame
analysis per ricostruire la componente diagnostica (definizione del problema della precarietà),
prognostica (soluzioni prospettate) e motivazionale (spinta all’azione collettiva) delle loro
rivendicazioni.
IRIS type:
14 - Intervento a convegno non pubblicato
Keywords:
rappresentanza ; ricerca ; sindacato ; concertazione ; conflitto ; giovani ; precarietà ; flessibilità ; Istat ; CGIL ; nuove generazioni ; insiders ; outsiders ; voice ; politiche del lavoro ; RSU
List of contributors:
V. Lastrico
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