In pubblico : tra oralità e scrittura : La «vexata quaestio»: sulla tradizione dell’ottava dei cantari “popolari” e del Boccaccio
Articolo
Data di Pubblicazione:
2022
Citazione:
In pubblico : tra oralità e scrittura : La «vexata quaestio»: sulla tradizione dell’ottava dei cantari “popolari” e del Boccaccio / B. Barbiellini Amidei. - In: CARTE ROMANZE. - ISSN 2282-7447. - 10:2(2022 Dec 23), pp. 231-252. [10.54103/2282-7447/18739]
Abstract:
Il saggio è un contributo alla vexata quaestio sull’origine dell’ottava
rima narrativa. Si riflette su importanti spunti di Surdich e su dati noti per ipotizzare un’imitazione del metro del Cantare di Fiorio da parte del Boccaccio, che utilizza negli stessi anni nel Filocolo lo stesso tema romanzesco del Cantare e nel Filostrato l’ottava narrativa. Le operazioni inverse delle due opere giovanili rispetto al Cantare di Fiorio si aggiungono a molti altri elementi speculari nelle due opere boccacciane. Immaginare che l’autore del Cantare di Fiorio o chi per lui accogliesse
il metro di nuova invenzione istantaneamente, adattandolo a esigenze espressive molto dissimili da quelle del Filostrato e calandovi una sintassi semplificata diversissima da quella delle ottave di Boccaccio, significa ritenere possibile un’operazione problematica per un genere tradizionale e conservativo come quello dei cantari. Che al contrario l’appropriazione del metro e di alcuni pochi tratti espressivi del cantare da parte del Boccaccio potesse costare all’autore una fatica modesta lo testimonia tutta o quasi la sua produzione. Come ha sottolineato Balduino nello stabilire la tradizione da cui dipende l’ottava rima così come la
utilizzano i cantari è cogente l’esigenza di situarla in un contesto culturale “popolare”, in cui la forma metrica sia legata all’esecuzione orale, a caratteristiche di generi come il serventese, a una temperie caratteristica e a un repertorio linguistico e formulare secolari. Se è imprescindibile tener conto di precise coordinate socioculturali per interpretare l’opera degli autori come lo sviluppo dei generi e delle forme, nel medioevo in particolare, categorie come popolare e colto non vanno intese in senso assoluto ma andrebbero utilizzate come valori scalari e relativi. Nonostante accostamenti possibili tra l’operato del Boccaccio
e i cantari è evidente che i cantari sono da ascrivere a un ambito per lo più semicolto, mentre nelle opere in ottava rima del Certaldese intravediamo un autore che desidera appropriarsi delle tradizioni in cui si imbatte e segnare tali esperienze nobilitandole.
Tipologia IRIS:
01 - Articolo su periodico
Keywords:
vexata quaestio; ottava rima; cantari; Boccaccio; Filostrato; Filocolo; Cantare di Fiorio e Biancifiore; popolare; colto
Elenco autori:
B. Barbiellini Amidei
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