Un sistema multistakeholder per realizzare la flexicurity : il modello italiano di Welfarma
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Data di Pubblicazione:
2011
Citazione:
Un sistema multistakeholder per realizzare la flexicurity : il modello italiano di Welfarma / R. Riccò, S. Gilardi, L. Solari. ((Intervento presentato al 8. convegno Europa 2020 : prospettive comparate e azione transnazionale : exit strategies per i mercati del lavoro, le relazioni industriali e la gestione delle risorse umane tenutosi a Modena nel 2011.
Abstract:
Nonostante la crisi economica del 2009 abbia costretto i paesi europei ad archiviare la Strategia di Lisbona per l’occupazione e i suoi obiettivi, la Commissione punta a trasformare entro il 2020 l’Unione in un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva capace di creare elevata occupazione, produttività e coesione sociale. Per riuscire a raggiungere tali obiettivi i principi della flexicurity, esplicitati a fine 2007 durante il Consiglio EPSCO (Occupazione, Politica sociale, Salute e Consumatori) nelle conclusioni “Verso principi comuni di flessicurezza”, ricoprono un ruolo chiave. Di particolare rilevanza il fatto che la flexicurity debba sostenere sia i lavoratori occupati durante il lavoro e nelle transizioni verso il mondo del lavoro e da un posto di lavoro all'altro, sia i disoccupati e gli inattivi fornendo incentivi economici e misure di sostegno per un più facile accesso al lavoro (punto 5). Inoltre la flexicurity riconosce l’importanza del dialogo sociale, sostenendo che “benché le autorità pubbliche continuino a detenere una responsabilità generale, un'importanza decisiva riveste il coinvolgimento delle parti sociali nell'elaborazione e attuazione delle politiche di flessicurezza attraverso il dialogo sociale e la contrattazione collettiva” (punto 7).
Alla luce della difficile fase economica che sta vivendo tutta l'Europa i modelli di regolazione delle transizioni di lavoro e più in generale dei sistemi di protezione dei cittadini dalle conseguenze delle incertezze economiche e sociali richiedono un profondo ripensamento. La crisi dei sistemi di protezione basati su un Welfare pubblico pesante, colpiti dal lato economico dalla globalizzazione dei flussi degli investimenti anche di natura speculativa e dal lato politico-sociale da una profonda modifica del modello di relazione tra persona e comunità, rende necessaria una responsabilizzazione crescente da parte del sistema delle imprese. Sotto questa luce diviene comprensibile il diffondersi di modelli di rilancio del Welfare aziendale, costruito sulla base di una logica di co-responsabilizzazione tra impresa e rappresentanti dei lavoratori/trici, a partire dalle esigenze e dai contesti specifici in cui l'impresa si trova ad operare. Il Welfare aziendale è destinato a colmare gli spazi di arretramento su vari fronti del Welfare pubblico, ma può nel contempo rappresentare un importante laboratorio sociale per la definizione di un nuovo modello di relazioni industriali, più coerente con la necessità di soluzioni flessibili atte a contrastare gli effetti di processi globali difficilmente reversibili.
Di fronte all'esigenza di una maggior specificità locale nelle soluzioni ai problemi di rapporto tra impresa e lavoratori/trici, la proposta più diffusa pone l'accento sul decentramento delle relazioni industriali, con conseguente svuotamento dei livelli centrali. In questo contributo intendiamo approfondire una soluzione innovativa al problema del lavoro che realizza la responsabilità sociale al di là dei confini aziendali e richiede di sviluppare una forte azione a livello intermedio che colleghi fra loro regolazione a livello centrale e regolazione a livello di impresa.
A tale fine presenteremo come in Italia dall’azione sinergica dell’associazione nazionale del settore Farmaceutico e dei sindacati di categoria a livello nazionale (OO.SS.) abbia preso vita un progetto di welfare to work denominato “Welfarma” per supportare il processo di ricollocamento e riqualificazione di un gran numero di persone espulse dal settore.
Welfarma è un innovativo strumento contrattuale di responsabilità sociale a carattere volontario che permette, in caso di riorganizzazione aziendale, di accedere a fondi nazionali e/o regionali per la for
Alla luce della difficile fase economica che sta vivendo tutta l'Europa i modelli di regolazione delle transizioni di lavoro e più in generale dei sistemi di protezione dei cittadini dalle conseguenze delle incertezze economiche e sociali richiedono un profondo ripensamento. La crisi dei sistemi di protezione basati su un Welfare pubblico pesante, colpiti dal lato economico dalla globalizzazione dei flussi degli investimenti anche di natura speculativa e dal lato politico-sociale da una profonda modifica del modello di relazione tra persona e comunità, rende necessaria una responsabilizzazione crescente da parte del sistema delle imprese. Sotto questa luce diviene comprensibile il diffondersi di modelli di rilancio del Welfare aziendale, costruito sulla base di una logica di co-responsabilizzazione tra impresa e rappresentanti dei lavoratori/trici, a partire dalle esigenze e dai contesti specifici in cui l'impresa si trova ad operare. Il Welfare aziendale è destinato a colmare gli spazi di arretramento su vari fronti del Welfare pubblico, ma può nel contempo rappresentare un importante laboratorio sociale per la definizione di un nuovo modello di relazioni industriali, più coerente con la necessità di soluzioni flessibili atte a contrastare gli effetti di processi globali difficilmente reversibili.
Di fronte all'esigenza di una maggior specificità locale nelle soluzioni ai problemi di rapporto tra impresa e lavoratori/trici, la proposta più diffusa pone l'accento sul decentramento delle relazioni industriali, con conseguente svuotamento dei livelli centrali. In questo contributo intendiamo approfondire una soluzione innovativa al problema del lavoro che realizza la responsabilità sociale al di là dei confini aziendali e richiede di sviluppare una forte azione a livello intermedio che colleghi fra loro regolazione a livello centrale e regolazione a livello di impresa.
A tale fine presenteremo come in Italia dall’azione sinergica dell’associazione nazionale del settore Farmaceutico e dei sindacati di categoria a livello nazionale (OO.SS.) abbia preso vita un progetto di welfare to work denominato “Welfarma” per supportare il processo di ricollocamento e riqualificazione di un gran numero di persone espulse dal settore.
Welfarma è un innovativo strumento contrattuale di responsabilità sociale a carattere volontario che permette, in caso di riorganizzazione aziendale, di accedere a fondi nazionali e/o regionali per la for
Tipologia IRIS:
14 - Intervento a convegno non pubblicato
Keywords:
Flexicurity ; sistema multistakeholders ; Welfarma ; transizioni lavorative ; welfare to work ; CSR
Elenco autori:
R. Riccò, S. Gilardi, L. Solari
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