Forcello.0 Alle origini dell'insediamento etrusco: indagini per l'analisi spaziale e funzionale
ProgettoIl progetto costituisce la prosecuzione di scavi già stati intrapresi e finanziati dall’Ateneo dal 1988 presso il sito del Forcello (Mantova), noto come il principale abitato etrusco dell’area padana a nord del Po, attivo tra il VI e il V secolo a.C. ed oggetto di attività di valorizzazione e di Terza missione.
• Il progetto mira a colmare le lacune conoscitive relative ai modelli architettonici e urbanistici della fase di fondazione. Attualmente mancano dati archeologici sulle strutture residenziali e sulle infrastrutture preliminari realizzate al momento della prima occupazione, come sistemi idraulici e le opere di bonifica (già parzialmente intercettati in trincee e tagli profondi). La documentazione di tali evidenze consentirebbe di comprendere la genesi della trama ortogonale e della divisione in insulae che caratterizzano il layout del sito per tutta la sua storia, segnando un sostanziale passo avanti nelle conoscenze sull'abitato.
• Questo insediamento di 12 ettari non è semplicemente un avamposto periferico, ma un contesto di enorme potenziale per comprendere le dinamiche storiche, economiche e culturali dell'Europa protostorica. Il Forcello agiva come un formidabile "hub" culturale. La sua straordinaria ricchezza di materiali d'importazione (dalle ceramiche attiche alle anfore greche, fino ai manufatti paleoveneti, retici, golasecchiani e celtico-hallstattiani) dimostra che il sito era il punto di contatto in cui l'elemento etrusco incontrava e dialogava con il mondo transalpino e con le altre popolazioni padane. Proseguire gli scavi permette di approfondire lo studio della mobilità e dei contatti interculturali. Continuare a indagare il tessuto urbano significa comprendere come la disciplina urbanistica etrusca sia stata declinata e adattata in questo settore nel territorio padano e se anche al Forcello fossero presenti strutture sacre come templi urbani che in contesti coevi sono integrati nel tessuto cittadino. Inoltre, il legame tra il Forcello e il lago formato dal Mincio rende il sito un archivio naturale straordinario per le scienze applicate all'archeologia.
• La prosecuzione delle ricerche offre la possibilità di condurre studi archeologici, economici e paleoambientali approfonditi (analisi dei resti culturali, dei pollini, dei macroresti vegetali, sedimentologiche, archeozoologiche). Questi dati sono cruciali per ricostruire il paesaggio antico, comprendere l'impatto antropico sull'ambiente circostante e studiare come le variazioni idrografiche del Mincio abbiano influenzato lo sviluppo di questo sistema economico ed insediativo.
• Il progetto mira a colmare le lacune conoscitive relative ai modelli architettonici e urbanistici della fase di fondazione. Attualmente mancano dati archeologici sulle strutture residenziali e sulle infrastrutture preliminari realizzate al momento della prima occupazione, come sistemi idraulici e le opere di bonifica (già parzialmente intercettati in trincee e tagli profondi). La documentazione di tali evidenze consentirebbe di comprendere la genesi della trama ortogonale e della divisione in insulae che caratterizzano il layout del sito per tutta la sua storia, segnando un sostanziale passo avanti nelle conoscenze sull'abitato.
• Questo insediamento di 12 ettari non è semplicemente un avamposto periferico, ma un contesto di enorme potenziale per comprendere le dinamiche storiche, economiche e culturali dell'Europa protostorica. Il Forcello agiva come un formidabile "hub" culturale. La sua straordinaria ricchezza di materiali d'importazione (dalle ceramiche attiche alle anfore greche, fino ai manufatti paleoveneti, retici, golasecchiani e celtico-hallstattiani) dimostra che il sito era il punto di contatto in cui l'elemento etrusco incontrava e dialogava con il mondo transalpino e con le altre popolazioni padane. Proseguire gli scavi permette di approfondire lo studio della mobilità e dei contatti interculturali. Continuare a indagare il tessuto urbano significa comprendere come la disciplina urbanistica etrusca sia stata declinata e adattata in questo settore nel territorio padano e se anche al Forcello fossero presenti strutture sacre come templi urbani che in contesti coevi sono integrati nel tessuto cittadino. Inoltre, il legame tra il Forcello e il lago formato dal Mincio rende il sito un archivio naturale straordinario per le scienze applicate all'archeologia.
• La prosecuzione delle ricerche offre la possibilità di condurre studi archeologici, economici e paleoambientali approfonditi (analisi dei resti culturali, dei pollini, dei macroresti vegetali, sedimentologiche, archeozoologiche). Questi dati sono cruciali per ricostruire il paesaggio antico, comprendere l'impatto antropico sull'ambiente circostante e studiare come le variazioni idrografiche del Mincio abbiano influenzato lo sviluppo di questo sistema economico ed insediativo.