Il progetto Bedriacum 2026 si inserisce nel programma pluriennale di ricerche che l’Università degli Studi di Milano conduce presso il vicus romano di Calvatone (CR), uno dei più importanti centri minori della Cisalpina romana. Fondato nella seconda metà del II sec. a.C. lungo l’asse della Via Postumia e in stretta relazione con il corso dell’Oglio, il sito rappresenta un osservatorio privilegiato per lo studio delle dinamiche di urbanizzazione, mobilità e sfruttamento delle risorse idriche nella pianura padana romana.
Le recenti campagne di prospezione geofisica condotte tra il 2021 e il 2025 hanno restituito dati inediti sull’organizzazione urbanistica e sul rapporto tra l’abitato e il paesaggio circostante. In particolare, lungo il margine nord-orientale del vicus, in prossimità del canale Delmona, è stata individuata una complessa concentrazione di anomalie magnetometriche interpretabili preliminarmente come infrastrutture legate alla gestione delle acque e all’approdo fluviale, forse riferibili a un sistema di porto-canale.
Il progetto 2026 si propone di verificare archeologicamente questa ipotesi attraverso una strategia integrata di indagini stratigrafiche, carotaggi geoarcheologici, analisi paleoambientali e rilievo digitale. Obiettivo principale della ricerca è chiarire il rapporto tra Bedriacum e il sistema idrografico antico, ricostruendo le modalità di circolazione di persone e merci e il ruolo del vicus all’interno delle reti economiche della Cisalpina romana.
Le indagini permetteranno inoltre di approfondire questioni relative alla pianificazione urbanistica del margine nord-orientale dell’insediamento, alla gestione delle aree umide e alle trasformazioni paleoambientali del territorio. I dati acquisiti verranno integrati nel sistema GIS del progetto Bedriacum e confrontati con le precedenti indagini geofisiche e stratigrafiche.
Il progetto mantiene una forte impostazione multidisciplinare e didattica, attraverso il coinvolgimento di specialisti, studenti e partner istituzionali, e si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione del sito finalizzato alla futura realizzazione del Parco archeologico di Bedriacum.
Le recenti campagne di prospezione geofisica condotte tra il 2021 e il 2025 hanno restituito dati inediti sull’organizzazione urbanistica e sul rapporto tra l’abitato e il paesaggio circostante. In particolare, lungo il margine nord-orientale del vicus, in prossimità del canale Delmona, è stata individuata una complessa concentrazione di anomalie magnetometriche interpretabili preliminarmente come infrastrutture legate alla gestione delle acque e all’approdo fluviale, forse riferibili a un sistema di porto-canale.
Il progetto 2026 si propone di verificare archeologicamente questa ipotesi attraverso una strategia integrata di indagini stratigrafiche, carotaggi geoarcheologici, analisi paleoambientali e rilievo digitale. Obiettivo principale della ricerca è chiarire il rapporto tra Bedriacum e il sistema idrografico antico, ricostruendo le modalità di circolazione di persone e merci e il ruolo del vicus all’interno delle reti economiche della Cisalpina romana.
Le indagini permetteranno inoltre di approfondire questioni relative alla pianificazione urbanistica del margine nord-orientale dell’insediamento, alla gestione delle aree umide e alle trasformazioni paleoambientali del territorio. I dati acquisiti verranno integrati nel sistema GIS del progetto Bedriacum e confrontati con le precedenti indagini geofisiche e stratigrafiche.
Il progetto mantiene una forte impostazione multidisciplinare e didattica, attraverso il coinvolgimento di specialisti, studenti e partner istituzionali, e si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione del sito finalizzato alla futura realizzazione del Parco archeologico di Bedriacum.