L'Uomo di Neandertal in Lombardia: il caso della Caverna Generosa. Un sito di alta montagna frequentato da neandertaliani durante il MIS3
ProjectLa Caverna Generosa rappresenta uno dei più importanti siti in Lombardia per la ricostruzione del popolamento umano durante il Pleistocene Superiore (MIS 3) e consente inoltre di inquadrare il contesto paleoambientale in cui questo si è realizzato.
Da più di venti anni il Dipartimento di Scienze della Terra “A. Desio” svolge ricerche all’interno della cavità allo scopo di sviluppare uno studio moderno delle popolazioni a Ursus spelaeus (orso delle caverne). La possibilità di svolgere scavi con criteri strettamente stratigrafici con recupero di resti di micromammiferi, molto sensibili alle variazioni ambientali, ha permesso di ottenere una grande quantità di dati sull’evoluzione ambientale degli ultimi 60.000 anni. Oltre ai resti di questi animali sono state rinvenute tracce della presenza umana; si tratta di 14 manufatti in selci e calcare dell’uomo di Neandertal. La presenza di questa specie umana estinta ad alta quota e in un contesto stratigrafico ben calibrato rappresenta una rarità nel quadro preistorico regionale.
La recente attivazione della collaborazione con l’Università di Bologna (sede di Ravenna) sullo studio del DNA, per il momento di lupo ed orso bruno, permetterà di inquadrare la popolazione di lupi e di orsi bruni della Caverna Generosa nel contesto italiano ed europeo.
Nel frattempo proseguono gli studi paleontologici sui gruppi tassonomici presenti nel contesto fossile della caverna.
Importanti sono stati gli sforzi condivisi con enti italiani (Regione, Comune di CentroValle Intelvi e Comunità Montana Lario Intelvese) e stranieri (Ente turismo del Mendrisotto) per la divulgazione delle scoperte e la possibilità di visita del sito da parte di scolaresche e turisti.
Da più di venti anni il Dipartimento di Scienze della Terra “A. Desio” svolge ricerche all’interno della cavità allo scopo di sviluppare uno studio moderno delle popolazioni a Ursus spelaeus (orso delle caverne). La possibilità di svolgere scavi con criteri strettamente stratigrafici con recupero di resti di micromammiferi, molto sensibili alle variazioni ambientali, ha permesso di ottenere una grande quantità di dati sull’evoluzione ambientale degli ultimi 60.000 anni. Oltre ai resti di questi animali sono state rinvenute tracce della presenza umana; si tratta di 14 manufatti in selci e calcare dell’uomo di Neandertal. La presenza di questa specie umana estinta ad alta quota e in un contesto stratigrafico ben calibrato rappresenta una rarità nel quadro preistorico regionale.
La recente attivazione della collaborazione con l’Università di Bologna (sede di Ravenna) sullo studio del DNA, per il momento di lupo ed orso bruno, permetterà di inquadrare la popolazione di lupi e di orsi bruni della Caverna Generosa nel contesto italiano ed europeo.
Nel frattempo proseguono gli studi paleontologici sui gruppi tassonomici presenti nel contesto fossile della caverna.
Importanti sono stati gli sforzi condivisi con enti italiani (Regione, Comune di CentroValle Intelvi e Comunità Montana Lario Intelvese) e stranieri (Ente turismo del Mendrisotto) per la divulgazione delle scoperte e la possibilità di visita del sito da parte di scolaresche e turisti.