Il sepolcreto sottostante la cripta della Chiesa della Beata Vergine Annunziata, parte dell’antico Ospedale Maggiore di Milano, noto come Ca’ Granda, costituisce un contesto archeologico, storico e bioantropologico di eccezionale rilievo. Le sue quattordici camere ipogee, destinate in età moderna alla sepoltura dei degenti dell’ospedale e riutilizzate nell’Ottocento anche in relazione alla memoria delle Cinque Giornate di Milano, conservano un patrimonio umano e materiale unico, capace di restituire informazioni dirette sulle condizioni di vita, cura, malattia e morte della popolazione milanese.
Il progetto propone la prosecuzione dello scavo archeologico e bioarcheologico già avviato nel Sepolcreto della Ca’ Granda, attraverso il recupero stratigrafico dei resti scheletrici e della cultura materiale ancora conservati nelle camere ipogee, la loro documentazione in situ e l’analisi integrata dei dati archeologici, antropologici, tafonomici e storici. La complessità del deposito, caratterizzato dalla compresenza di resti commisti, individui in connessione anatomica, tessuti molli, manufatti e tracce legate alle pratiche di cura e sepoltura, richiede un approccio metodologico specifico, fondato sulla collaborazione tra archeologia, antropologia fisica e scienze biomediche.
Le attività previste comprenderanno la documentazione fotografica e tridimensionale dei depositi, lo scavo stratigrafico, il recupero dei reperti osteologici e non osteologici, l’analisi antropologica preliminare entro tempi compatibili con la conservazione dei materiali più fragili e la selezione di campioni per indagini radiocarboniche, archeogenetiche, isotopiche e tossicologiche. Tali analisi permetteranno di approfondire la cronologia delle deposizioni, la composizione biologica della popolazione sepolta, le pratiche terapeutiche, la dieta, la provenienza geografica e i processi tafonomici che hanno interessato il contesto. Un elemento di particolare originalità è la possibilità di mettere in relazione il dato archeologico e bioantropologico con la documentazione storica della Ca’ Granda, in particolare con lo “specchio” dei Libri Mortuorum, che conserva informazioni sulla popolazione ricoverata e deceduta nella struttura. Questo confronto tra archivio biologico e fonti scritte distingue il sepolcreto da molti altri contesti funerari, nei quali il dato materiale resta spesso privo di un riscontro documentario così diretto.
I risultati saranno finalizzati non solo all’avanzamento della conoscenza scientifica sul Sepolcreto e sulla popolazione ospedaliera milanese, ma anche alla valorizzazione pubblica del sito. Le nuove acquisizioni confluiranno nell’aggiornamento dei contenuti divulgativi, nel rafforzamento del percorso di visita, nelle attività didattiche e nelle iniziative di comunicazione promosse da LABANOF, CAL e MUSA, contribuendo a rendere la Cripta della Ca’ Granda un luogo centrale per la ricerca, la memoria e la restituzione pubblica della storia di Milano.
Il progetto propone la prosecuzione dello scavo archeologico e bioarcheologico già avviato nel Sepolcreto della Ca’ Granda, attraverso il recupero stratigrafico dei resti scheletrici e della cultura materiale ancora conservati nelle camere ipogee, la loro documentazione in situ e l’analisi integrata dei dati archeologici, antropologici, tafonomici e storici. La complessità del deposito, caratterizzato dalla compresenza di resti commisti, individui in connessione anatomica, tessuti molli, manufatti e tracce legate alle pratiche di cura e sepoltura, richiede un approccio metodologico specifico, fondato sulla collaborazione tra archeologia, antropologia fisica e scienze biomediche.
Le attività previste comprenderanno la documentazione fotografica e tridimensionale dei depositi, lo scavo stratigrafico, il recupero dei reperti osteologici e non osteologici, l’analisi antropologica preliminare entro tempi compatibili con la conservazione dei materiali più fragili e la selezione di campioni per indagini radiocarboniche, archeogenetiche, isotopiche e tossicologiche. Tali analisi permetteranno di approfondire la cronologia delle deposizioni, la composizione biologica della popolazione sepolta, le pratiche terapeutiche, la dieta, la provenienza geografica e i processi tafonomici che hanno interessato il contesto. Un elemento di particolare originalità è la possibilità di mettere in relazione il dato archeologico e bioantropologico con la documentazione storica della Ca’ Granda, in particolare con lo “specchio” dei Libri Mortuorum, che conserva informazioni sulla popolazione ricoverata e deceduta nella struttura. Questo confronto tra archivio biologico e fonti scritte distingue il sepolcreto da molti altri contesti funerari, nei quali il dato materiale resta spesso privo di un riscontro documentario così diretto.
I risultati saranno finalizzati non solo all’avanzamento della conoscenza scientifica sul Sepolcreto e sulla popolazione ospedaliera milanese, ma anche alla valorizzazione pubblica del sito. Le nuove acquisizioni confluiranno nell’aggiornamento dei contenuti divulgativi, nel rafforzamento del percorso di visita, nelle attività didattiche e nelle iniziative di comunicazione promosse da LABANOF, CAL e MUSA, contribuendo a rendere la Cripta della Ca’ Granda un luogo centrale per la ricerca, la memoria e la restituzione pubblica della storia di Milano.