Il progetto analizza le strategie comunicative – verbali e non – in uso nell’intimità, e in particolare in contesti sessuali, e si interroga su come migliorarle per rendere le esperienze sessuali di tutte e tutti più sicure e consapevoli. Si articola in quattro aree: (1) consenso e atti linguistici “intimi”; (2) “zona grigia” delle esperienze sessuali; (3) sessualità e disabilità; (4) miti relativi alla sessualità e ai corpi sessuati. Dal punto di vista metodologico, integra indagine normativo-concettuale e indagine empirica, avvalendosi di un team interdisciplinare con expertise in filosofia, psicologia e linguistica. Il progetto si muove nel solco delle recenti raccomandazioni dell’OMS sull’importanza di promuovere la salute sessuale degli individui, e in particolare delle e degli adolescenti, fornendo loro strumenti per comunicare efficacemente con i partner sessuali. Tali strumenti possono contribuire anche a contrastare la violenza sessuale, specie tra i più giovani. In collaborazione con associazioni e reti per i diritti delle persone con disabilità, il progetto intende inoltre decostruire miti legati alla sessualità disabile e promuovere narrazioni alternative che riconoscano e sostengano pienamente il diritto alla “cittadinanza sessuale” delle persone con disabilità o corpi ritenuti non conformi.