Il riso è un cereale di importanza primaria nel panorama agricolo nazionale. Viene coltivato principalmente nel nord-ovest del Paese, ma non mancano realtà produttive di rilievo anche in Emilia-Romagna, Veneto e Sardegna (complessivamente 226kha, +7,6% risp. 2023, dati Ente Risi). La coltivazione avviene tradizionalmente in sommersione. Con questa pratica agronomica vengono controllate le piante infestanti e mitigati gli sbalzi di temperatura ma è elevata la richiesta di acqua dolce. Stime FAO indicano globalmente richieste di 1200-4500L/Kg di granella, le più elevate fra i cereali. Il cambiamento climatico accentua le situazioni di criticità. In Italia, ne abbiamo avuto un esempio nel 2022, quando la siccità non ha reso possibile l’approvvigionamento di acqua in tutti i terreni coltivati a riso e ha causato il 19% (-179.034 t, dati Ente Risi) di riduzione della produzione.
La soluzione a questo problema complesso richiede l’integrazione di strategie agronomiche, genetiche e di gestione dell’acqua. Questo progetto intende sviluppare soluzioni di tipo genetico basate sulle Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA), per aumentare la tolleranza allo stress idrico, l’efficienza d’uso dell’acqua e la resistenza a brusone in varietà tradizionali ed élite di riso italiano.
ll progetto si concentra sul riso italiano, proponendo l’uso delle Tecnologie per l’Evoluzione Assistita per creare varietà più resistenti a siccità e malattie, per ridurre fitofarmaci e consumo d’acqua.