Le carenze conoscitive a proposito del Canton Ticino nel periodo tra l'ultimo scorcio nell'Ottocento e il 1914 non sono poche. Basti citare la grande crisi bancaria del 1914, che coinvolse numerose industrie, ma non ha trovato alcuno storico che dedicasse le sue energie a quel tema fondamentale, come pure poco conosciuta, dal lato storiografico-biografico, è la figura di Giuseppe Stoffel, che di quella crisi fu uno dei principali responsabili e che, oltre ad essere presidente della Banca Cantonale, si trovava nei consigli di amministrazione di molte imprese cantonali. La fase anteriore alla prima guerra mondiale, nonostante l'insuccesso finale, segna d'altra parte il punto più alto della tensione
modernizzaztrice del Ticino prima dei grandi mutamenti del secondo dopoguerra. In questo periodo il Ticino acquista la consapevolezza della propria arretratezza e compie notevoli sforzi, in verità non riusciti, per adeguarsi all'onda espansiva internazionale. Nei primi anni del Novecento anche il Cantone sembra conoscere una "piccola rivoluzione industriale", che verrà peraltro interrotta drammaticamente, prima dalla citata e devastante crisi bancaria del 1914 e
poi dalle perturbazioni economiche prodotte dallo scoppio della prima guerra mondiale, che accentuerà la debolezza economica del Ticino. In realtà un ruolo precipuo nel determinare l'insuccesso complessivo sarà svolto proprio dalla
presenza e dall'attività di un pletorico sistema bancario amministrato in forme dilettantesche e spesso disoneste, dati gli stretti legami degli amministratori delle banche con i due grandi partiti politici cantonali. La ricerca, che costituisce la continuazione di quella presentata l'anno precedente, intende quindi affrontare il tema del rapporto tra banche, credito e industrializzazione in aree marginali e a debole sviluppo. Inoltre il caso del Canton Ticino si presta bene ad esaminare il problema delle relazioni tra istituzioni, attori politici e sviluppo economico. Per compiere questa ricostruzione è già stato effettuato in primo luogo lo spoglio completo dei "Conti resi" (relazioni dei vari dicasteri del Cantone), degli "Atti del Gran Consiglio" (il parlamento locale) e soprattutto del "Bollettino ufficiale delle pubblicazioni e degli annunzi del Cantone Ticino", raccolta poderosa e utilissima, in particolare nella parte che riporta le iscrizioni delle nuove imprese o le loro modificazioni, al Registro svizzero di Commercio. Per quanto riguarda le fonti archivistiche, la sede principale sarà ovviamente l'Archivio di Stato di Bellinzona. Tra gli archivi comunali si segnalano quelli di Lugano e di Mendrisio, mentre si provvederà alla consultazione dei pochi archivi d'impresa rimasti
nel Cantone (come quello dell'antica Fabbrica di Tabacchi di Brissago). A Milano resta fondamentale l'archivio della Banca Commerciale Italiana, che tra l'altro controllava la Banca della Svizzera Italiana.