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  1. Attività

Identificazione con proteomica di mediatori della tolleranza ischemica nel danno cerebrale acuto.

Progetto
Il trauma cranico (TBI) e' tra le principali cause di morte e disabilità nei paesi industrializzati. Il TBI e' caratterizzato da un danno primario al momento dell'impatto, cui segue l'attivazione di processi che costituiscono il danno secondario, che iniziano minuti dopo l'insulto e durano mesi. Questi processi secondari sono associati ad alterazioni dell'espressione genica, sintesi e rilascio di fattori neurochimici "dannosi" oppure "protettivi" che interagiscono in una rete complessa responsabile del danno finale. Negli ultimi 20 anni la ricerca che si e' occupata di neuroprotezione ha cercato di antagonizzare questi meccanismi, ma attualmente non esistono nella pratica clinica terapie neuroprotettive in grado limitare la progressione del danno cerebrale post-traumatico. Recentemente e' emerso che accanto a processi dannosi, dopo trauma si attivano anche meccanismi di riparazione endogena e rigenerazione sconosciuti fino a 10 anni fa; nuove strategie trapeutiche stanno esplorando la possibilita' di aumentare le risposte rigenerative del cervello dopo insulto acuto. Nel campo della ischemia cerebrale e' stato riportato che un insulto di intensita' e durata limitate può indurre protezione da un successivo insulto ischemico grave. Questo fenomeno è noto con il nome di Ischemic Preconditioning e la protezione indotta è detta Tolleranza Ischemica (IT). Recentemente e' emerso il concentto della "cross tolerance", per cui diversi stimoli subletali (febbre, crisi convulsive etc...) possono "condizionare" il cervello e limitare gli effetti di un successivo insulto. Al momento le informazioni sulla presenza di IT in seguito a TBI sono scarse; tuttavia un trauma cranico lieve potrebbero essere paragonato ad altri stimoli subletali in grado di indurre IT. Dati preliminari in nostro possesso sembrano confermare questa ipotesi. La presenza di IT indotta da TBI potrebbe fornire una base su cui intervenire per amplificare i processi di neuroprotezione endogena. Restano da chiarire alcuni aspetti fondamentali della IT: 1) proteine coinvolte; 2) relazione tra livelli di proteine coinvolte e misure di outcome istologico e funzionale; 3) finestra temporale entro cui la TI puo' esercitare la sua funzione protettiva. Obiettivi: 1) Indagare l'esistenza e la durata della finestra temporale della IT indotta da TBI. 2) Identificare i pathways coinvolti in tale protezione. 3) Definire le modificazioni proteiche rilevanti nella prognosi del danno cerebrale acuto. Metodi: 1. Modello di TBI lieve: "controlled cortical impact brain injury" nel topo. 2. Modello di ischemia cerebrale: occlusione dell'arteria cerebrale media nel topo. 3. Gruppi sperimentali: TBI-ischemia con i seguenti intervalli temporali: 1, 3, 5, 7 giorni + gruppo controllo solo ischemia. 4. Valutazione istologica a una settimana dall'ischemia cerebrale: calcolo del volume ischemico. 5. Identificare i mediatori coinvolti nella IT mediante proteomica su tessuto, liquor e plasma.
  • Academic Signature
  • Dati Generali

Academic Signature

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Academic Signature (7)

Proteomics
Biochemistry
Plasma
Blood
Cerebrospinal Fluid
Extracellular Fluid
Plasma
Extracellular Fluid
Ischemic Preconditioning
Investigative Techniques
Neuroprotection
Nervous System Physiological Phenomena
Ischemic Preconditioning
Therapeutics

Dati Generali

Tipo

PUR20062008 - PUR 2006-2008

Periodo di attività

Maggio 22, 2008 -
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