Il trattamento endovascolare delle stenosi vascolari periferiche rappresenta un'attraente alternativa alla chirurgia tradizionale. Con la chirurgia endovascolare mini-invasiva, la'placca
aterosclerotica' viene aggredita dall'interno del vaso sanguigno stesso attraverso
l'introduzione nell'arteria di palloncini gonfiabili e di piccole protesi metalliche (i cosiddetti stents), che schiacciano la placca contro la parete dell'arteria realizzando così una dilatazione della stenosi.
L'intervento con stent elimina l'incisione chirurgica e i rischi connessi all'intervento tradizionale. La mininvasività inoltre si riflette in un periodo di degenza più breve, spesso in day hospital, e permette un più rapido recupero del paziente.
Uno degli inconvenienti che si riscontrano dopo l'impianto di uno stent vascolare è la possibile
riocclusione del vaso trattato (restenosi). Materiali più biocompatibili, ricoperture con
farmaci, e polimeri riassorbibili non hanno risolto il problema della ristenosi. Al fine di migliorare i risultati nel tempo degli stents impiantati si sta pensando a nuovi materiali biodegradabili che si riassorbano una volta stabilizzato il diametro dell'arteria trattata.
Il magnesio e le sue leghe sono tra i materiali più promettenti per realizzare stent biodegradabili.
Quella che è considerata una delle limitazioni del magnesio nelle applicazioni ingegneristiche
(la bassa resistenza alla corrosione) potrebbe diventare un pregio per l'applicazione di uno stent che si dissolve dopo aver sostenuto meccanicamente la parete vascolare
nei primi mesi dall'impianto. La dissoluzione del magnesio all'interno dell'organismo
è ben accettata essendo uno dei componenti essenziali del metabolismo umano.
L'obiettivo principale del progetto è lo studio di opportune leghe di magnesio per la realizzazione
di stents innovativi che siano 1) degradabili nel corpo umano 2) a struttura superficiale porosa in modo da poter ospitare il farmaco
da rilasciare nel tempo.
Per poter realizzare nuovi stents vascolari in lega di magnesio, il progetto prevede fasi successive.
Il primo step progettazione del device, fase sperimetale verrà perseguito attraverso
(1) la scelta ottimale della lega di magnesio e del processo di produzione del semilavorato,
(2) il trattamento superficiale laser del magnesio, (3) la progettazione funzionale avanzata. I
I successivi passi intermedi prevedono (a) la progettazione di stents con geometrie innovative per sfruttare al meglio le proprietà delle leghe di magnesio, (b) l'ottimizzazione delle tecniche di lavorazione
del magnesio per ottenere uno stent con le caratteristiche geometriche desiderate, (c)
i tests per la valutazione del comportamento a corrosione in fluidi biologici, (d) produzione
del prototipo di stent. Il secondo step prevede la valutazione del device a medio termine (3-6
mesi) in modelli sperimentali animali.