Numerosi studi hanno evidenziato il ruolo patogenetico dello stresso ossidativo nell'aterosclerosi. Gli F2-isoprostani, composti simili alla prostaglandina-F2, sono formati in vivo dalla perossidazione dell'acido arachidonico attraverso un meccanismo non cicloossigenasico mediato da radicali liberi. A differenza degli idroperossidi lipidici, che vanno incontro a rapida degradazione nei fluidi e nei tessuti, gli F2-isoprostani sono prodotti finali della perossidazione lipidica chimicamente stabili, presenti nel plasma e nelle urine. Tra questi composti, l'8-iso-PGF2alfa riveste particolare interesse in quanto dotato di attività vasocostrittrice e proaggregante piastrinica, nonchè della capacità di stimolare la proliferazione delle cellule muscolari lisce. Gli effetti biologici degli F2-isoprostani possono rappresentare, dunque, un possibile meccanismo che lega lo stress ossidativo a forme specializzate di attivazione cellulare, quali l'attivazione piastrinica.
Durante l'aggregazione piastrinica si ha la formazione di un metabolita estremamente reattivo, trombossano A2, il quale viene rapidamente convertito a trombossano B2 e infine a 11-deidro-trombossano B2. La sua misurazione urinaria è considerata un indice dell'attivazione piastrinica. Scopo dello studio è mettere a punto una metodica LC-MS/MS per il dosaggio di 8-iso-PGF2alfa e di 11-deidroTXB2 utilizzando campioni di plasma e/o urine. Questo approccio metodologico è stato scelto in quanto, pur conservando la specificità della metodica in GC-MS, non necessita di derivatizzazione e consente di separare e identificare differenti isomeri di isoprostani. Inoltre la cromatografia su colonna a fase inversa, accoppiata a sorgente ESI, consentirà il dosaggio simultaneo degli analiti di interesse (8-iso-PGF2alfa e di 11-deidroTXB2). L'ottimizzazione della metodica prevede la valutazione di differenti colonne cromatografiche e lo studio di un processo di estrazione, su fase solida, atto ad aumentare la sensibilità della metodica stessa. La determinazione di tali analiti nella patologia cardiovascolare consentirà di valutare il ruolo dello stress ossidativo come induttore di aggregazione piastrinica nelle diverse presentazioni della malattia. Tale metodica consentirà inoltre di ottenere informazioni relative all'effetto antiaggregante e/o antiossidante di farmaci utilizzati nel controllo dell'aspetto trombotico della patologia cardiovascolare.