Il processo di integrazione europea si caratterizza sempre di più per innovazioni istituzionali che rispondono ai mutamenti in atto sia a livello economico che politico. Inoltre essi sono il risultato di una ¿doppia spinta¿: ¿dall'alto¿ perchè le istituzioni comunitarie sono alla ricerca di soluzioni per dare un assetto stabile alla governance e ¿dal basso¿ perchè anche gli organi nazionali cercano autonomamente un coordinamento maggiore che permetta loro di avere un ruolo nelle scelte europee del relativo settore.
Si assiste perciò allo stesso tempo a nuove forme di azione pubblica ed alla moltiplicazione delle interazioni dovute alla crescente frammentazione dello Stato.
Proprio il percorso di scomposizione/ricomposizione dei poteri pubblici verrà analizzato attraverso una ricognizione dei soggetti che possono avere compiti diretti di governance o che comunque influiscono e partecipano ad essa. Infatti gli Stati si trovano ormai a giocare un duplice ruolo nello spazio giuridico globale ed in particolare europeo: uno in quanto Stati nella concezione classica ed uno attraverso le proprie ¿componenti¿.
Per questo appare interessante partendo dalla analisi della tipologia e dalla composizione di ogni organismo ricostruire il processo decisionale in modo da delineare il ruolo che essi ricoprono e la capacità di incidere nell'equilibrio di poteri esistente.
Una delle principali questioni oggi è quindi proprio l'individuazione di un assetto di ¿governance multistratificata¿ ed allo stesso tempo unitaria attraverso un¿analisi delle procedure decisionali e delle strutture organizzative utilizzate.
A partire dalla analisi
Il tema è stato per certi aspetti preso in esame anche in uno studio della Commissione attraverso la redazione di un libro bianco sull'argomento che ha preso le mosse da un'analisi di tutte le regole, le procedure e le pratiche relative all'esercizio del potere all'interno dell'Unione.
Lo spazio giuridico europeo si presenta così sostanzialmente come una galassia nella quale coesistono istituzioni comunitarie, organizzazioni internazionali, soggetti amministrativi ormai affermatisi, quali le agenzie o le autorità indipendenti, ma anche nuove figure quali ad es. le reti oppure forme ibride di collegamento fra attori pubblici ed attori privati.
Le ¿figure di composizione¿ che verranno qui esaminate sono quelle dei comitati nelle loro diverse forme, le agenzie e le reti.
A partire dalla anlisi delle funzioni e della struttura dei soggetti attualmente esistenti si cercherà di verificare se sia possibile individuare una chiave di lettura ulteriore oltre alla ricognizione delle strutture, e cioè quella del tipo di rapporto che le lega alla Commissione.
L'obiettivo è di inquadrare il ruolo della Commissione e delle nuove strutture rispetto ad essa in ogni singolo rapporto e di costruire una tipologia differenziata che accomuni su questa base i diversi soggetti/strutture.