Si sente sovente dire (a proposito della responsabilità civile dell¿Amministrazione, conseguente all¿emissione di un atto illegittimo) che non v¿è bisogno né di annullamento, né di disapplicazione: anzi, il comportamento è illecito, in quanto vi sia (o vi sia stata) applicazione dell¿atto illegittimo.Di siffatti concetti si è avuta, di recente, concreta utilizzazione in sede giurisdizionale, attraverso due ben note ordinanze del giugno 2006 della Suprema Corte di Cassazione, il cui eco in dottrina e in giurisprudenza ha portato a posizioni differenti e meritevoli di importanti approfondimenti. In particolare, la ricerca che s'intende sviluppare con questo progetto è volta a riconsiderare le forme di trasmissione della illegittimità tra atti amministrativi ed anche tra regolamenti e atti amministrativi. Per verificare, poi, se ed in quale misura i criteri validi per essi possano o non possano valere, allorché si passi al rapporto tra atti illegittimi e fatto illecito: e, in definitiva, se è proprio vero che, in quest¿ultimo caso, la trasmissione dell¿antigiuridicità scaturisca dalla mera esecuzione di un atto amministrativo illegittimo, indipendentemente dall¿annullamento -¿non richiesto dalle norme di legge¿o da qualunque altra forma di interdizione dei relativi effetti (disapplicazione).