Premessa
I dati da noi raccolti fin ad oggi su volontari sottoposti ad esercizio di corsa in piano e in salita a due diverse pendenze (5 e 10%), hanno messo in evidenza che non sempre la soglia anaerobica può essere desunta dall¿andamento della frequenza cardiaca come predetto dal test di Conconi, che perciò non sempre fornisce un indice sicuro della soglia lattacida. Inoltre la capacità di mantenere una certa velocità di corsa al di sopra della soglia anaerobica per un certo tempo dipende dalla stato di allenamento e dalle caratteristiche individuali.
In particolare i valori di acido lattico alla velocità massima raggiunta negli individui piu¿ allenati tendono a diminuire o restare costanti all¿aumento della pendenza pur aumentando la frequenza cardiaca, mentre, come atteso, all¿aumento della pendenza, diminuisce la velocità di soglia, cioè la velocità alla quale inizia ad aumentare l¿acido lattico. In definitiva quindi il dato piu¿ interessante è che nelle particolari condizioni della corsa in salita, non vengono sempre rispettate le relazioni fra frequenza cardiaca, velocità di corsa e valore della soglia anaerobica valide per la corsa in piano
Progetto attuale
Nello studio proposto, che completerà i dati raccolti precedentemente, verrà fatta la valutazione dello stato redox e delle difese antiossidanti sugli individui sottoposti ad esercizio fisico al di sopra della soglia del lattato.
I parametri, valutati sul plasma, saranno i seguenti:
AOPP (advanced oxidation protein products), GSH/GSSG, GPx, CAT, SOD, LDLox, PP (potenziale di perossidazione), MDA, ACW (anti-radical capacity of water soluble compounds), ASC (antiradical capacity of ascorbic acid), ACP (antiradical capacity of protein).
I dati ottenuti saranno correlati statisticamente ai parametri fisiologici rilevati durante l¿esercizio di corsa alle varie pendenze.
Lo scopo della ricerca è quello di valutare il potenziale danno o beneficio sull¿equilibrio redox e sullo stato delle difese antiossidanti di un esercizio fisico condotto sopra la soglia anaerobia a diversi livelli di performance (velocità di corsa) e di frequenza cardiaca in condizioni, come quelle della corsa in salita, che non rispettano sempre le relazioni note fra velocità, frequenza cardiaca e soglia del lattato.