La storia della polizia da alcuni anni si sta proponendo come un campo d'indagine vivo e ricco di risultati. In ambito europeo sono ormai attivi tre centri di ricerca specializzati nell'argomento. Personalmente da vari anni vado organizzando, con cadenza annuali, incontri di studio internazionali (cinque dei quali hanno già dato luogo all'edizione degli atti) che affrontano i diversi aspetti del tema.
Con l'attuale progetto intendo esaminare le forme nelle quali, nelle diverse epoche, si è proceduto al controllo del mondo del lavoro.
Gli studi al proposito sono relativamente scarsi, quasi esclusivamente concentrati a partire dalla società industriale e nella prospettiva dell'intervento statale, con finalità regolativo-repressive, contro le nascenti forme organizzate di difesa dei lavoratori e contro le rivolte, più o meno politicizzate, del mondo del lavoro.
Con la presente indagine si intende portare in primo luogo l'attenzione alle forme di controllo che in antico regime lo stesso mondo delle corporazioni teneva costantemente attive. Infatti, pur senza che il tema sia stato adeguatamente sviluppato, spesso gli studi sulle corporazioni di mestiere (quanto meno sulle più importanti e organizzate) hanno messo in luce l'esistenza di apparati di para-polizia attivi al loro interno, impegnati nel controllo dei lavoranti e delle complesse procedure che regolavano l'attività di questi corpi.
Sempre relativamente all'antico regime vanno anche indagate in questa direzione quelle figure di magistrati o di esecutori attivi nel territorio con finalità di controllo esteso a molti ambiti della vita sociale: figure, queste, che naturalmente spingevano la loro indagine alle multiformi discipline del lavoro, che come si sa era rigidamente e capillarmente regolamentato. Valga come esempio, rifacendosi all'esperienza inglese, la figura del giudice di pace, che nel ventaglio delle sue ampie attribuzioni aveva come centrali proprio quelle relative al mondo del lavoro.
Passando alla stagione industriale, trovo importante che lo studio della polizia del lavoro sfugga alla prospettiva ormai consolidata della repressione portata dallo stato liberal-borghese, attraverso le sue forze di polizia, contro il mondo del lavoro e le sue forme organizzative. Partendo dal principio che la stessa polizia è ben lungi, in un arco temporale che abbracci ottocento e novecento, dall'essere uguale a se stessa, va indagato in che misura la polizia nei confronti del lavoro e dei lavoratori sia stata anche altro, come ad esempio si va rilevando per il secondo ottocento italiano, relativamente al quale primi sondaggi hanno messo in luce l'attivo ruolo di mediazione svolto dalla polizia, in difficoltà nell'applicare nella loro rigidità disposizioni di legge che faticavano a recepire le esigenze di un mondo del lavoro in rapidissima trasformazione.
Oltre all'attività di ricerca sul tema svolta dai proponenti, il finanziamento servirà alla preparazione del seminario di studi di fine 2007.