L¿analisi della criminalità organizzata, intrapresa nell¿ambito del precedente programma di ricerca, ha permesso di evidenziare il carattere transnazionale del fenomeno. La creazione di mercati comuni fra più ordinamenti e l¿enorme facilità di comunicazione e di trasferimento che la moderna tecnologia e la globalizzazione offrono, hanno infatti rappresentato `terreni di conquista¿ per le organizzazioni criminali, che si sono ramificate, diversificando le loro attività criminali e estendendole a più Paesi.
A fronte di ciò, si palesa la sostanziale inadeguatezza dei soli strumenti di repressione dei singoli ordinamenti giuridici statali, e la necessità di forme di collaborazione sempre più intensa fra Stati, non limitate alla tradizionale cooperazione di polizia e giudiziaria, bensì dirette alla progressiva armonizzazione delle normative nazionali in materia penale.
La presente ricerca si propone quindi di studiare i meccanismi di interazione fra diritto penale e fonti sovranazionali. Verranno quindi studiate le fonti internazionali, con particolare riguardo alla Convenzione europea dei diritti dell¿uomo e alle convezioni elaborate in seno al Consiglio d¿Europa. Particolare attenzione verrà poi dedicata agli strumenti dell¿Unione Europea, e all¿analisi sistematica della normativa di primo e terzo pilastro, istituente obblighi di criminalizzazione per gli Stati membri.