Il recente superamento nell'ordinamento italiano del dogma "Societas delinquere non potest", ad opera del d. lgs. 231/2001, offre lo spunto per un esame ravvicinato della nozione di "colpa di organizzazione". La responsabilità della persona giuridica costituisce, infatti, il terreno di elezione della colpa organizzativa. Quest'ultima rappresenta una categoria concettuale che nasce dall'esigenza di rispondere ad un nuovo sostrato empirico-criminologico: offese a beni giuridici spesso collettivi, maturate nel contesto di apparati complessi. L'individuo, calato nelle diverse cellule organizzative della persona giuridica, padroneggia, al più, frammenti di processi decisionali: l'ente si rivela invece portatore di una propria strategia, di proprie conoscenze e competenze, indominabili dalla singola persona fisica. Ciò che contraddistingue la colpa di organizzazione, in chiave problematica, è l'ambiguità concettuale; si tratta infatti di una categoria che percorre trasversalmente l'ambito del fatto illecito: dal settore della responsabilità civile a quello della responsabilità amministrativa; dal contesto della responsabilità (ex crimine) della persona giuridica a quello della responsabilità per colpa della persona fisica. Posto che la colpa di organizzazione formalizza in chiave imputativa processi organizzativi che condizionano decisioni, un ulteriore profilo problematico è rappresentato dall'individuazione dei criteri di ascrizione dell'illecito che rientrano in questa categoria concettuale. Si rivela pertanto improcrastinabile una riflessione sulla validità e sui limiti del ricorso alla colpa organizzativa. In primo luogo, la ricerca si propone di indagare l'ambito di operatività della colpa di organizzazione nei settori contraddistinti: a) dall'esistenza di una struttura complessa, in cui il processo decisionale è scandito da fasi governate da una pluralità di individui che agiscono in gruppo; b) dalla violazione di un obbligo di organizzazione di tali apparati in vista del contenimento o della riduzione del rischio di commissione di reati. In secondo luogo, l'indagine si propone di individuare i contenuti del dovere di auto-organizzazione che grava sulla persona giuridica e la cui violazione integra la colpa di organizzazione. In terzo luogo, la ricerca si propone ulteriormente la valutazione sinottica della struttura e delle funzioni della colpa di organizzazione e della colpa come elemento soggettivo del reato della persona fisica. Quest'ultimo obiettivo impone di verificare se il dovere, posto in capo all'ente, di organizzarsi in funzione preventiva di reati sia o meno un complesso di regole cautelari. In caso di risposta affermativa, dovrà essere definita la cornice di rischio, o tipologia di evento-reato, che tale complesso cautelare si propone di prevenire.