Per un lungo periodo di tempo l¿industria dell¿auto è stata ritenuta ¿matura¿. Nel formulare questa definizione si faceva soprattutto riferimento al fatto che in tassi di crescita delle vendite erano molto diversi da quelli presenti in altri settori, particolarmente quelli della ¿new economy¿. Ma la turbolenza del settore dell¿auto dal punto di vista tecnologico è sempre stata elevata, anche se si è trattato, almeno negli anni recenti, di sviluppi incrementali. Le grandi innovazioni tecnologiche si sono concentrate in alcuni punti precisi del percorso e vale la pena di ricordare l¿adozione dei freni a disco, l¿invenzione dell¿iniezione diretta, il common rail nei motori diesel, le tecnologie di produzione degli pneumatici.
Negli ultimi anni problemi che erano relativamente noti, ma sostenibili, si sono presentati come forti discontinuità. Discontinuità che inoltre hanno interagito.
Mi riferisco ai fenomeni della congestione del traffico nelle aree urbane e extra urbane e al problema dell¿inquinamento, da particolati, da benzene e altre emissioni. Più recentemente si è messa sotto accusa ¿ per i suoi effetti sull¿effetto serra ¿ la produzione di CO2, che come è noto è direttamente proporzionale ai consumi di prodotti di origine petrolifera. Le differenze di consumo sono molto alte, in funzione dei consumi che a loro volta, a parità di efficienza termica e dinamica, dipendono dalla cilindrata e dal peso dei veicoli oltre che dal coefficiente aerodinamico.
Il tema è divenuto oggetto di grande attenzione e di intense discussioni nel 2006 e è stato rafforzato dall¿impegno della Unione Europea di ridurre fortemente le emissioni di CO2, nella media di gamma di ciascun produttore, a valori che la maggior parte delle case ritengono troppo bassi e, alcuni, quasi impossibili da raggiungere.
In tal modo è sorto uno scontro tra i produttori tedeschi, concentrati su auto di elevata cilindrata, potenza e prestazioni e gli altri europei, orientati a vetture di minore impegno.
In realtà i progressi continui che sono stati fatti per migliorare l¿efficienza e ridurre i consumi sono stati vanificati dall¿aumento delle potenze e dei pesi, quest¿ultima dovuta alla crescita di apparati atti all¿accrescimento del confort.
Per oltre dieci anni l¿indirizzo seguito da Toyota verso l¿auto ibrida non è stato seguito dai concorrenti, ma quando è divenuto chiaro che ¿ in attesa delle vetture utilizzanti combustibili come l¿idrogeno ¿ quella scelta era diventata un ponte tra il presente e il futuro, praticamente tutti i produttori, europei e non , hanno seguito l¿indirizzo.
La ricerca si propone di valutare le scelte tecnico economiche dei prossimi anni che potranno meglio affrontare il tema ambientale, che con quello della salute e della criminalità è il problema più grande da risolvere e non solo nei Paesi avanzati.