Nel corso del prossimo anno intendo concludere alcune ricerche già ben avviate sul pensiero politico di Benjamin Constant.
Questo autore è l¿esempio tipico non solo del liberalismo francese, ma anche di quello continentale del diciannovesimo secolo. Per quanto Émile Faguet esagerasse nell¿affermare che ¿ha inventato il liberalismo¿ (Émile Faguet, Politiques et moralistes du XIXe siècle, Parigi, Boiven, 1891, p. 255), ormai la sua posizione teorica è considerata fondamentale per comprendere il percorso del pensiero liberale fra Montesquieu e Tocqueville. Filosofo di un pluralismo irriducibile, Constant fu anche il primo a dare inizio ad un vero e proprio atteggiamento liberale in rapporto ai conflitti di valori e di cultura che segnano sempre più il mondo in cui viviamo.
In Italia, con la recentissima traduzione e presentazione dei manoscritti inediti e conosciuti solo dagli esperti fino a pochi decenni or sono, il quadro intorno a questa figura comincia ad essere filologicamente preciso e storiograficamente articolato. Il risultato più importante delle numerose ricerche recenti che sono state dedicate a questa figura ¿ dal nostro Paese, alla Francia, ma soprattutto agli Stati Uniti ¿ è quello di vedere in Constant il filosofo politico della ¿modernità¿, sempre alla ricerca delle caratteristiche fondamentali del mondo moderno e del sistema politico che meglio vi si possa adattare. Se la sua riflessione costituzionale sarà fondamentale per la modellistica dello Stato liberale ottocentesco, assai meno ¿datata¿ risulta invece la sua dottrina individualista, volta a costruire una sfera inviolabile di diritti, ritenuti indisponibili da parte del potere politico. In particolare, nella mia ricerca metterò in luce la novità teorica rappresentata dalla dottrina costantiana dei diritti individuali.
In concreto, proporrò una nuova traduzione, cura, con ampia ¿Introduzione¿, del cruciale volume ¿Sullo spirito di conquista e di usurpazione nei loro rapporti con la civiltà europea¿ del 1814, nel quale Constant presenta i temi centrali del proprio pensiero in relazione agli sconvolgimenti causati dall¿età napoleonica.