La gravidanza umana ha una durata variabile tra le 38 e le 42 settimane, ma ancora non è chiaro quali fattori determinino il fatto che il 10% delle gravidanze possono andare oltre il termine con un aumento di morti fetali e neonatali ( da 0,7/1000 a 37s a 5.8/1000 a 43s) Recenti studi suggeriscono che tra i vari fattori coinvolti esista un orologio biologico della durata della gravidanza individuato nel CRH placentare. Questo ormone mostra un aumento progressivo nel corso della gravidanza e valori più precocemente elevati nelle gravidanze complicate da parto prematuro. Il CRH potrebbe intervenire nella regolazione dell¿onset del parto, del flusso placentare e dell¿ACTH materno e fetale che a sua volta porta ad un aumento della produzione di cortisolo e DHEAS. Il DHEAS è prodotto dal surrene fetale sotto stimolazione dell¿ACTH, trasformato dal fegato fetale, in parte aromatizzato a E3, che a sua volta aumenta in prossimità del parto. Inoltre il CRH presenta recettori a livello dell¿endometrio ed è in grado di potenziare l¿azione di uterotonici ( come PGF2alfa e ossitocina ). Il miometrio è largamente innervato da fibre adrenergiche e colinergiche del sistema nervoso autonomo, mediando una possibile influenza degli stati emotivi materni.
Obiettivo: valutare la condizione materna psicofisica ed endocrino-fetale delle gravidanze oltre termine in confronto alle gravidanze a termine nel quadro di un modello del travaglio di parto che considera lo scatenamento del parto come un evento da stress.
Protocollo dello studio: studio prospettico longitudinale
Popolazione e Metodi: 200 gravide sane afferenti all¿ambulatorio di ostetricia a 39 settimane di gravidanza fisiologica di epoca gestazionale confermata con US (fase 1) rivalutate al momento della induzione ( se oltre termine) e all¿inizio del travaglio ( fase 2), e dopo 48 ore dal parto (fase 3). In ognuna delle tre fasi si esegue: -rilevamento dei dati ostetrici materni e rilevamento dei dati fetali con controlli ecografici e flussimetrici - neonatali in fase 3. -valutazione psicologica della madre mediante colloquio guidato e la somministrazione di questionari sullo schema corporeo, STAI (valutazione dell¿ansia) e BDI (valutazione dello stato depressivo) -valutazione ormonale con prelievo su sangue materno venoso per CRH e DHEAS e sul sangue venoso e arterioso funicolare al parto.
I risultati permetteranno di suggerire se esistono differenze intergruppo (gravidanze a termine versus oltretermine, che verranno indotte per prolungarsi della gravidanza oltre la 41-5 settimane) e intrasoggettivi (a 39 settimane versus inizio del travaglio) in termine di stato psicofisico materno, di parametri placentari di CRH e fetali di DHEAS e quindi di sviluppare l¿ipotesi di studio su una popolazione più numerosa considerando l¿evento parto come l¿interazione tra le componenti materna, placentare e fetale.