Diritto penale e standard comunitari: fattibilità e legittimità di un giudizio sull¿adeguatezza delle sanzioni nazionali
Progetto Presupposti
La ricerca si pone in ideale prosecuzione di quella svolta l¿anno precedente, tesa a formulare una paradigmatica dei differenti conflitti tra norme penali nazionali e norme comunitarie ordinate per tipo di azionabilità; di prossima pubblicazione in italiano, francese e spagnolo.
Da quella ricerca emerge come la `comunicazione¿ tra diritto comunitario e diritto penale nazionale non possa fare a meno dell¿uso di standard da parte del legislatore comunitario. D¿altra parte questa normazione per standard si rivela altamente problematica in diritto penale, proprio sul profilo dell¿azionabilità davanti ad un giudice dell¿eventuale violazione da parte del legislatore nazionale degli obblighi comunitari formalizzati mediante standard. Segnatamente il problema si pone in relazione al mancato rispetto da parte del legislatore penale nazionale dell¿obbligo comunitario di porre sanzioni ¿effettive, dissuasive e proporzionate¿ (c.d. obbligo di ¿adeguatezza¿) a tutela dei beni emergenti dall¿attività comunitaria. In modo ancora più particolare a risultare problematico è il caso in cui il legislatore nazionale abbia sì previsto una disposizione sanzionatoria, ma questa risulti inidonea in concreto a tutelare il bene comunitario e quindi la stessa presti il fianco a dubbi sulla sua adeguatezza.
Descrizione ed obiettivo della ricerca
Allo stato attuale l¿osservazione della giurisprudenza nazionale - costituzionale e ordinaria - e comunitaria fa emergere come il giudizio sull¿adeguatezza sia critico tanto sotto il profilo della competenza a svolgere tale giudizio (chi deve svolgerlo? La Corte costituzionale, il giudice ordinario o la Corte di giustizia?) quanto ¿ e soprattutto ¿ in relazione alla fattibilità e legittimità di tale giudizio.
La fattibilità perché per misurare l¿adeguatezza occorre avere ben chiaro ciò che invece così chiaro non è; ad esempio: quali sono gli obiettivi da tutelare, quale è lo specifico contributo che quella determinata sanzione ¿sotto accusa¿ svolge nella tutela di un determinato interesse comunitario
La legittimità perché giudicare l¿adeguatezza di una disposizione sanzionatoria si pone sul pericoloso crinale della valutazione delle opzioni politiche del legislatore, con tutte le ricadute in termini di rispetto del principio di separazione dei poteri e dei suoi corollari normativi che questo comporta.
L¿obiettivo della ricerca quindi è di cercare di verificare se, in che misura e da parte da chi sia fattibile e legittima una valutazione sull¿adeguatezza e ¿ in caso affermativo - con quali ricadute in termini di opportunità.
Con la consapevolezza tuttavia che qualora tale giudizio non sia fattibile il costo da pagare è comunque notevole; l¿obbligo comunitario di porre sanzioni ¿effettive, dissuasive e proporzionate¿ è infatti il tipico modo attraverso cui il diritto comunitario chiede tutela.