§ l'india è da sempre considerata la vessillifera della nonviolenza, dal buddha e dal jina fino almeno al mahatma gandhi; eppure la sua storia, dai tempi più antichi sino a oggi,registra una serie innumerevole di fatti e costumi informati alla violenza di ogni tipo e misura, perpetrati all'interno di guerre e battaglie (a cominciare dagli eventi che han dato luogo all'epica)o adottati fedelmente dalla gente comune(sacrificio della vedova ecc.). E non è certo un caso che il secondo posto nella gerarchia castale spetti ai guerrieri, né che oggi la forza militare più potente in asia appartenga all'unione indiana, che si è dotata anche di armamenti atomici. La domanda ricorrente riguardo a tale situazione è come possano convivere in india le due posizioni di nonviolenza e di violenza. La risposta può rivestire grande importanza per mettere meglio a fuoco lo spirito di una nazione in prepotente ascesa nel mondo di oggi,ma spesso ancora poco conosciuta e capita per la persistenza nel nostro immaginario collettivo di una perniciosa serie di preconcetti e luoghi comuni. § Nella ricerca qui proposta si cercherà di chiarire la genesi del principio di nonviolenza e l'iter del suo sviluppo e, in parallelo, il verificarsi di pratiche di violenza nel corso della storia del paese. Particolare attenzione e specifico approfondimento verranno dedicati alle espressioni linguistiche veicolanti concetti, usi, regole ecc. legati ad ambedue gli ambiti e di grande capacità di chiarimento sia dei principi informatori sia delle diverse situazioni all'origine di episodi e costumi. § Si prevede di dover compiere almeno una missione in india per reperire materiale d'archivio difficilmente rintracciabile in rete. I risultati della ricerca verranno pubblicati a stampa e/o su supporto informatico.