Lo studio si propone lo scopo di colmare un vuoto nella conoscenza delle fasi evolutive del danno Laser indotto, a carico della parete vasale, utilizzando come modello il trattamento dell¿ insufficienza venosa cronica. Gli studi finora eseguiti hanno infatti dimostrato il danno indotto e evidenziabile con esame istologico immediato o comunque differito di pochi minuti o poche ore dalla somministrazione di energia Laser.
Nello studio di fattibilita¿ è stato dimostrato che il prelievo del materiale (vena trattata) non puo¿ essere eseguito con agobiopsia o Tru-cut poiche¿ scarso risulta il materiale prelevato e comunque non idoneo ad uno studio analitico.
E¿ necessario quindi procedere ad un prelievo bioptico con piccola incisione chirurgica.
I pazienti selezionabili dovranno essere sottoposti a trattamento con Laser a Diodi 980 nm con tecnica standard in un primo tempo; in un secondo momento (variabile 7 -14gg. 1-3-6-12-18 mesi) a trattamento dell¿arto controlaterale con prelievo bioptico di vena obliterata durante il primo intervento. Il paziente andrà informato dello studio con consenso informato generico e l¿aggiunta della procedura bioptica sull¿arto già trattato.
Il punto prescelto per il prelievo è condizionato dal quadro ecografico preoperatorio e dalla migliore sede di prelievo. Dovrebbe comunque preferirsi un tratto di vena sottogenicolare.
Il segmento di vena trattato dovrebbe essere di almeno 1 cm e comprendere una piccola porzione di grasso perivenoso. Il materiale cosi prelevato andrebbe conservato in provetta con tappo ermetico , contenente formalina e con etichetta adesiva riportando i seguenti dati: Data del I Intervento-Data del prelievo- Iniziali del paziente-Centro Clinico Inviante.
Alla provetta dovra¿ seguire la cartella per la raccolta dati.
L¿analisi istologica e la elaborazione dei dati rapportati ad alcune varianti quali l¿energia somministrata /cm , l¿eta¿ del paziente, il calibro del vaso trattato in origine e dopo prelievo bioptico, il reperto ecografico di obliterazione, il tempo trascorso dall¿intervento contribuiranno all¿ avanzamento di una tecnica che oggi già interessa migliaia di pazienti nel solo nostro Paese.