Il sistema renina-angiotensina (SRA) è un importante regolatore dell'emeostasi idrosalina e della pressione arteriosa la cui attività viene tradizionalmente valutata mediante il dosaggio enzimico della renina (R). Questo metodo consente di quantificare con tecnica radioimmunologica (RIA)l'angiotensina I (AI) generata "in vitro" durante alcune ore di incubazion a pH e temperatura costanti. Questo metodo è accurato ma, a causa della sua complessità, è lungo da eseguire e ha una elevata variabilità interlaboratorio. Per ovviare a questi limiti circa 10 anni fa è stato introdotto un metodo alternativo basato sull'uso di anticorpi monoclonali (Ab) altamente selettivi per le molecole di R consentendone la quantificazione con tecnica immunoradiometrica (IRMA),di più facile e rapida esecuzione e con più bassa variabilità interlaboratorio. Recentemente è stato proposta, in alternativa all'IRMA, una tecnica di chemiluminescenza (CLIA) basata anch'essa sull'uso di Ab monoclonali antiR che, tuttavia, invece di radioisotopi, utilizza come tracciante una sostanza chemiluminiscente (isoluminolo) che, a seguito della reazione tra R del plasma e l'Ab, sprigiona energia luminosa. Tale energia può essere raccolta con un fotomoltiplicatore e quantificata in unità di luce relativa (RLU) le quali sono direttamente proporzionali al numero di complessi R-Ab R formatisi nel corso del periodo di incubazione. Questa tecnica è rapida e consente la determinazione di 170 campioni in 40 minuti. Scopo del nostro studio sarà di confrontare i valori di R misurati con la tecnica CLIA (micro U/ml) con quelli di attività reninica plasmatica (PRA, ng/ml/h) misurati con la tecnica enzimatica tradizionale. Ci proponiamo di valutare precisione e variabilità intra ed interesperimento di questo nuovo metodo e di stabilire, su plasmi di pazienti con varie forme di ipertensione arteriosa, in che misura il CLIA sia una valida alternativa alla PRA.