Diversi studi epidemiologici hanno concordemente mostrato nei giorni successivi all¿elevazione dei livelli di inquinanti atmosferici un eccesso di mortalità e di ospedalizzazione per eventi cardiovascolari. Si suppone che il particolato fine (PM) possa giungere agli alveoli, provocare la liberazione di sostanze reattive e da lì passare anche direttamente nel sangue influenzando la funzione cardiaca ed i processi di coagulazione con aumento del rischio di trombosi e infarto. Studi sperimentali su animali suggeriscono che l¿esposizione a PM sia associata ad alterazioni dei livelli circolanti dei parametri correlati alla coagulazione e ad aumentata ipercoagulabilità sistemica.
Tuttavia, ulteriori evidenze sono necessarie per confermarne il ruolo nell¿uomo. In particolare, la maggiore difficoltà di ricerca sta nel conoscere con accuratezza tipo ed entità della esposizione individuale, molto difficile a livello della popolazione di una città. Per questo motivo, la possibilità di studiare gruppi di lavoratori esposti a polveri fini di cui sono note composizione e concentrazione può rivelarsi una preziosa occasione in quanto garantisce le condizioni ideali per studiare effetti su parametri correlati alla coagulazione ed al sistema cardiovascolare.
Obiettivo del progetto è valutare se l¿esposizione professionale a concentrazioni note di PM provoca alterazioni di parametri potenzialmente associati ad ipercoagulabilità e ridotta fibrinolisi.
Per questo motivo sono stati arruolati 65 lavoratori di una acciaieria presso Brescia, con prelievo di due campioni di sangue al mattino del primo e dell¿ultimo giorno settimanale di lavoro. Dalla revisione delle cartelle cliniche aziendali e mediante un questionario ad hoc sono state raccolte informazioni dettagliate su possibili variabili confondenti quali esposizione extra-professionale a polveri, fumo, storia clinica, terapie in atto , livello di istruzione e BMI.
Dopo misura delle concentrazioni ambientali di polveri nelle principali postazioni di lavoro, l¿esposizione individuale (per PM10 e PM1) durante il turno di lavoro è stata calcolata basandosi su i compiti e le postazioni occupate dal soggetto durante il turno. I soggetti allo studio sono risultati esposti a concentrazioni tra 2 e 20 volte superiori a quelle della popolazione generale.
I parametri di coagulazione e infiammazione considerati saranno: PCR, PT, aPTT, t-PA, PAI, D-dimero, tempo di chiusura al Platelet Function Analyser (PFA100), Potenziale Endogeno di Trombina (ETP), molecole di adesione cellulare circolanti (I-CAM, V-CAM).
Per ciascuno di questi parametri ematici, sia considerando il prelievo di fine turno sia considerando le differenze durante il turno (inizio-fine settimana), sarà valutata la relazione con l¿esposizione individuale a PM10 e PM1, mediante modelli di regressione multipla con controllo delle variabili di confondimento.