L'inattivazione di geni oncosoppressori per mutazioni puntiformi, delezioni o riarrangiamenti genici è uno degli eventi chiave nella trasformazione neoplastica. Perchè si inneschi questo processo è necessario che intervenga una seconda alterazione genetica che provochi la perdita di funzione anche della seconda copia dell'oncosoppressore. Sebbene nel carcinoma basocellulare questo fenomeno sia stato dimostrato a carico dei geni p53 e Patched, localizzati rispettivamente nelle regioni 17p13 e 9q22.3, rimangono ancora scarsi i dati riguardanti perdite alleliche coinvolgenti altre regioni cromosomiche. Scopo della ricerca: valutare, attraverso l'impiego di microsatelliti, il possibile coinvolgimento di altri geni oncosoppressori nei carcinomi cutanei. Materiali e metodi. L¿analisi di perdita di eterozigosità verrà condotta confrontando il DNA estratto da tessuti normali (sangue periferico) con i rispettivi tessuti patologici: biopsie cutanee di pazienti affetti da precancerosi cutanee, carcinomi cutanei (Morbo di Bowen, carcinomi baso e spinocellulari ). Il DNA ottenuto verrà sottoposto ad amplificazione mediante Polymerase Chain Reaction (PCR) utilizzando primers specifici per regioni polimorfiche (microsatelliti) vicine a geni oncosoppressori la cui posizione sarà estrapolata attraverso
l'esame delle banche dati genomiche (GDB). Gli allelli dei microsatelliti verranno separati mediante gel denaturante di poliacrilammide (10% poliacrilammide, (M urea, 1XTAE a 60°C per 3-6 ore a 120mA), colorati e fotografati.Obiettivi specifici della ricerca. 1) Identificare la perdita di funzione di geni oncosoppressori nei diversi tipi di carcinomi cutanei; 2) valutare il coinvolgimento di geni oncosoppressori in specifiche forme di tumori cutanei a diversa aggressività biologica (carcinomi baso e spinocellulari); 3) correlare le delezioni dei geni oncosoppressori con l'insorgenza e la progressione della neoplasia.