Metabolismo intraepatico dei trigliceridi durante esercizio fisico determinato mediante Risonanza Magnetica Nucleare in Spettroscopia del 1H
Progetto Introduzione.
La steato-epatite non alcolica (NAFLD) è la forma più diffusa di epatopatia. La sua prevalenza è 20-35% negli adulti ma è diffusa anche tra gli adolescenti obesi (Perseghin G et al Am J Physiol 291: E697-E703, 2006). Essa è la manifestazione epatica della Sindrome Metabolica e anche se evolve a cirrosi solo nel 3% dei casi, a causa della sua prevalenza nei prossimi anni costituirà la causa più comune di insufficienza epatica.
Non esiste un approccio terapeutico codificato; i cambiamenti nello stile di vita di tipo nutrizionale e di attività fisica sono essenziali. Sorprendentemente, però, l¿efficacia di questo approccio basato sul senso comune rimane da verificare in relazione ai risultati e ai diversi livelli di attività fisica che debbono essere intrapresi. Abbiamo dimostrato con un approccio di tipo trasversale che un maggior grado di attività fisica abituale (soprattutto una attività sportiva regolare) determinato mediante questionario si associa ad un contenuto di trigliceridi intra-epatici (misurato in maniera quantitativa e non-invasiva con RMN in spettroscopia dell¿1H) più basso (Perseghin G et al. Diabetes Care 30: 683-688, 2007). Abbiamo allora ipotizzato che l¿esercizio fisico può ridurre il contenuto intra-epatico di trigliceridi.
Scopo. Lo scopo della ricerca proposta è di stabilire l¿effetto dell¿esercizio fisico sul metabolismo lipidico intra-epatico in individui con steatosi epatica.
Metodi. Sulla scorta degli studi relativi all¿effetto dell¿esercizio fisico sul metabolismo intramuscolare del glucosio (Perseghin G et al N Engl J Med 335: 1357-1362, 1996) e degli acidi grassi (Perseghin G et al. Diabetes 48: 1600-1606, 1999) valuteremo l¿effetto di una seduta di esercizio fisico (45 min su cicloergometro lavorando al 65% della VO2max), e l¿effetto di training (6 settimane di attività fisica programmata secondo 4 sedute settimanali eseguite a non più di 48 ore di distanza l¿una dall¿altra e secondo lo stesso protocollo della singola sessione). Mediante RMN per Immagini e spettroscopia dell¿1H si misurerà in maniera quantitativa il contenuto intra-epatico di trigliceridi (Perseghin G et al Diabetologia 48: 2615-2621, 2005) prima e dopo la singola seduta e prima e dopo il periodo di training.
Soggetti. Verranno reclutati 10 soggetti con steatosi epatica tra quelli che avevano già partecipato ad uno studio eseguito in 191 individui ritenuti sani per stabilire la prevalenza di steatosi epatica (Perseghin G et al. Diabetes Care 30: 683-688, 2007).
Obiettivi specifici.
Obiettivo primario: stabilire 1) se una seduta di esercizio fisico riduce acutamente il contenuto intra-epatico di trigliceridi; 2) se un programma di esercizio fisico di 6 settimane riduce il contenuto intra-epatico di trigliceridi in individui affetti da steatosi epatica
Obiettivi secondari: stimare 1) sensibilità insulinica 2) composizione corporea 3) infiammazione 4) profilo apolipoproteico prima e dopo il programma di esercizio fisico.