Questa ricerca prosegue l'indagine sulla laicità dell'anno scorso. Il risultato parziale cui si è giunti è che non si può dare una definizione unitaria del concetto di laicità. Anche sotto il profilo giuridico, che poi è quello che qui interessa di più, emerge che la nozione di laicità ha un carattere multidimensionale. In ogni caso, non è più proponibile la laicità dicotomica, basata sulla contrapposizione tra stato e chiesa, del passato. D'altra parte, si ritiene che la ricerca vada allargata per esplorare:
a) se si possa parlare fondatamente di un'etica pubblica;
b) come una simile etica ponga limiti alle prestese identitarie, ai valori e alle concezioni del mondo dei cittadini;
c) in quale senso si possa parlare d'imparzialità dell'ordinamento statale;
d) se le forme e le procedure stabilite dal diritto siano davvero ¿ideologicamente neutrali¿;
e) se il consenso democratico sia ancora veicolato dalle grandi ideologie, oppure nasca dalla sovrapposizione e dall'incontro degli interessi e/o delle diverse concezioni.
I due poli ideali di questa ricerca sono, da un lato, le tesi di J. Raz sul concetto di autorità e sulle norme escludenti, e, dall'altro, i contributi del Rawls di "Political Liberalism".
Tuttavia, si ritiene importante anche esplorare la critica alla teologia politica proposta da Spinoza. Qui si lega tale impostazione al suo particolare metodo d'interpretazione della Scrittura con la sola Scrittura, in modo da non occultarne, mediante allegorie o razionalizzazioni, le incongruenze.
Il risultato della ricerca sarà un libro che è in corso di composizione e di cui sono già pronti due capitoli che quest'anno saranno pubblicati separatamente.