La Catha edulis (Khat) è un arbusto o un albero sempreverde, appartenente alla famiglia delle Celestracee, che cresce spontaneamente nei territori compresi fra l¿Arabia, l¿Africa Australe e Centro-Meridionale fino al Capo di Buona Speranza. Il più importante principio attivo del Khat è il catinone, che ha un¿azione simpaticomimetica amfetamino simile. I principi attivi della pianta sono a struttura propanolaminica, ed oltre al catinone (alfa-aminopropriofenone) si trovano anche la catina (norpseudoefedrina) e la norefedrina (fenilpropanolamina). Il catinone è estremamente instabile e viene ridotto enzimaticamente nelle catina e nella meno attiva norefedrina. Nelle foglie fresche si ritrova una concentrazione di catinone cento volte superiore a quella presente nel materiale essiccato.
In Italia la Catha edulis e i suoi principi attivi catinone e catina sono stupefacenti poiché inseriti nella Tabella I ai sensi del DPR 309/90 modificato dalla legge 49/06.
Questo progetto nasce dalla necessità di determinare quali-quantitativamente il contenuto di catina e catinone nelle piante di Khat sequestrate dalle forze dell¿ordine sul mercato clandestino degli stupefacenti.
L¿obiettivo principale è quello di mettere a punto una metodica quantitativa che utilizzando un opportuno standard interno possa essere applicata in gascromatografia capillare (GC) per le esigenze, anche, di un lavoro routinario.
La fenilpropanolamina e la catina non sono risolvibili in GC tal quali, quindi il lavoro sperimentale dovrà verificare in primo luogo l¿opportuno derivatizzante per l¿analisi qualitativa delle due molecole ed in secondo luogo lo standard interno da applicare all¿analisi quantitativa, che dovrà avere una struttura tale da poter seguire il processo analitico generale.
L¿applicazione, poi, della metodica gascromatografica alla GC con detector di massa (GC/MS) ci consentirà, attraverso le frammentazione dei derivati, di caratterizzare la struttura delle singole molecole e verificare l¿eventuale derivato, anche della molecola del catinone.
Il lavoro appare molto interessante poiché i dati in letteratura riguardanti la concentrazione dei principi attivi del Khat sono alquanto discordanti per le difficoltà sia analitiche nel determinare le molecole di interesse che nel poter esaminare il materiale vegetale ancora fresco.