I riferimenti a giurisprudenze straniere nell'argomentazione giudiziaria delle Corti interne.
Progetto Il progetto di ricerca che s'intende svolgere concerne l'uso della giurisprudenza straniera nell'argomentazione giudiziaria. È noto che di recente organi giurisdizionali appartenenti a vari Stati hanno iniziato ad inserire con maggior frequenza nel corpo delle motivazioni delle proprie decisioni riferimenti a pronunce straniere: un esempio emblematico è costituito dal caso J.G.Lawrence v. Texas, ove la Corte Suprema americana ha fatto riferimento, al fine di render la propria decisione, alla giurisprudenza della C.E.D.U. Ciò peraltro ha dato luogo a critiche molto forti in quell'ordinamento, basate, da un lato, sull'asserita violazione della concezione giuspositivistica secondo cui il diritto è ciò che viene qualificato come tale nell'ordinamento giuridico e, dall'altro, sul rischio di un aumento della discrezionalità giudiziaria. Sotto il primo profilo, il riferimento ad esperienze straniere, qualora penetrasse nella ratio decidendi di una decisione, rischierebbe di compromettere il collegamento tra la pronuncia e le fonti di diritto interne (come a più riprese sostenuto dal Justice Scalia); secondo l'ulteriore critica, tale riferimento, essendo sostanzialmente "libero" quanto a "scelta" delle decisioni da richiamare, finirebbe col gettare un'ombra di arbitrarietà sulla decisione (secondo l'affermazione del Chief Justice Roberts).
Un fenomeno siffatto caratterizza, sia pure in misura minore, anche la giurisprudenza della Corte costituzionale italiana (cfr. ad es. la sent. 123 del 1980). Peraltro ad oggi manca uno studio approfondito e sistematico sulla portata, sulla natura e sulla funzione di consimili riferimenti. Si intende dunque focalizzare la ricerca su tale tema, adottando, per quanto di rilievo, anche un approccio di diritto comparato (si ha infatti ragione di ritenere che i richiami tra paesi di common law siano quantitativamente assai importanti). Si prenderanno dunque in considerazione le diverse sentenze dove rinvii siffatti compaiono, cercando di ricostruire sia il rapporto che si viene a creare tra giurisprudenza richiamante e giurisprudenza richiamata, sia la "funzione" del riferimento. Si sottoporranno quindi ad analisi le critiche avanzate a questo strumento argomentativo.