A fronte del costante aumento dei nuclei familiari costituiti da uno o più cittadini di Stati il cui ordinamento si ispira ai precetti della religione islamica, e muovendo dalla ampia applicazione delle rispettive leggi nazionali prevista dalle norme italiane di diritto internazionale privato, occorre indagare sui limiti di compatibilità delle suddette norme straniere rispetto ai principi fondamentali del nostro ordinamento, pur tenendo conto che le norme italiane di conflitto mirano pur sempre a preservare anche l¿identità culturale dello straniero. Una simile ricerca, che non può non partire dagli apporti della giurisprudenza italiana (tutto sommato, scarsi), deve necessariamente spaziare sugli orientamenti di dottrina e prassi giurisprudenziale straniere al riguardo, soprattutto dei paesi europei.