Studio dei meccanismi intracellulari dei farmaci antipsicotici: similitudini e differenze fra farmaci di prima e seconda generazione
Progetto La schizofrenia è una patologia disabilitante che colpisce l¿1% della popolazione mondiale. E¿ caratterizzata da una costellazione di sintomi alquanto eterogenei che rendono la sua eziologia alquanto complicata, nonostante diverse cause siano state individuate, fra cui fattori genetici e avversità di varia natura durante la fase di sviluppo. La terapia farmacologica necessita di una latenza temporale prima che l¿effetto terapeutico si manifesti probabilmente perché è necessario che si instaurino dei meccanismi adattativi in grado di ripristinare una corretta funzionalità dei collegamenti neuronali nelle aree cerebrali principalmente coinvolte.
Lo scopo del progetto è quindi quello di studiare i meccanismi intracellulari responsabili degli effetti a lungo termine dei farmaci antipsicotici. In particolare, utilizzando paradigmi sperimentali acuti e cronici, il nostro studio si focalizzerà sugli effetti di due farmaci antipsicotici appartenenti alla classe dei farmaci tipici, aloperidolo, e atipici, olanzapina sull¿espressione, la fosforilazione e la compartimentalizzazione di proteine importanti per la trasduzione del segnale intracellulare, nei fenomeni di plasticità sinaptica e in diverse forme di apprendimento come ERK 1/2 e Calcio-Calmodulina chinasi II (CaMKII). ERK 1/2 è una proteina ubiquitaria con una precisa sub-compartimentalizzazione che è indice delle diverse funzioni subcellulari che svolge mentre CaMKII è una proteina fondamentale per i processi cognitivi.
Queste analisi verranno primariamente effettuate, tramite Western blotting e studi di immunoprecipitazione, in aree cerebrali importanti nella modulazione degli aspetti cognitivi, come ad esempio ippocampo e corteccia prefrontale, al fine di trovare dei bersagli molecolari che possano spiegare, almeno in parte, il motivo per cui i farmaci atipici contrastano più efficacemente i sintomi negativi e i deficit cognitivi dei pazienti schizofrenici rispetto ai farmaci tipici.