Il testosterone, principale ormone androgeno sintetizzato dalle cellule del Leydig del testicolo, a livello di prostata, vescicole seminali e cute, per esplicare la sua attività, deve subire, ad opera della 5alfa-riduttasi (5alfaR), la riduzione del doppio legame in posizione 4, trasformandosi nel diidrotestosterone (DHT). Alcune patologie androgeno-dipendenti (carcinoma della prostata, iperplasia prostatica benigna, ecc.) sono dovute ad elevati livelli di DHT e traggono beneficio dalla somministrazione di inibitori della 5alfaR (es. finasteride). Recentemente, il 17alfa-propionato e il 17alfa-butirrato del cortexolone, da noi preparati, si sono rivelati dotati di attività antiandrogena.Per verificare se questo è dovuto o meno alla loro capacità di inibire la 5alfaR sono richieste ulteriori prove biologiche; sarà interessante, inoltre, valutare l¿influenza della natura del gruppo acilico preparando esteri diversi. A questo scopo si dovrà mettere a punto una metodica alternativa a quella finora impiegata, non potendo disporre di reattivi commerciali come nella preparazione del propionato e del butirrato. Si può ipotizzare di preparare una serie di 17,21-diesteri e di sottoporli all¿azione selettiva di un enzima idrolitico. I diversi monoesteri ottenuti saranno sottoposti alle prove biologiche (attività antiandrogena ed effetto sulla 5alfaR). Infine, per valutare quale tipo di trasformazioni questi composti subiscono nelle prove in vitro e in vivo, si metterà a punto un metodo in HPLC-MS, preparando i possibili metaboliti e i corrispondenti composti deuterati da utilizzare come standard. Il primo obiettivo è quindi quello di mettere a punto un nuovo metodo preparativo, preferibilmente enzimatico, applicabile a una vasta gamma di 17alfa-esteri del cortexolone. Si individueranno, poi, le migliori condizioni per identificare i prodotti del metabolismo di questi composti in HPLC-MS.