I b-bloccanti di nuova generazione, oltre alla azione vasodilatante, stanno suscitando notevole interesse anche per la loro attività antiossidante, che potrebbe indurre favorevoli ricadute cliniche.
Particolare attenzione ha suscitato il nebivololo, dal momento che studi in vitro hanno dimostrato che questo antagonista b1-selettivo è in grado di aumentare i livelli di monossido d¿azoto (NO), potente vasodilatatore di origine endoteliale.
Scopo: lo studio si prefigge di confrontare in vivo l¿effetto di diversi b-bloccanti sul pathway metabolico di NO e la loro efficacia nel contrastare lo stato di stress ossidativo.
Descrizione: Verranno arruolati 20 pazienti candidati al trattamento con farmaci b-bloccanti che verranno assegnati in maniera random al trattamento con b1-antagonisti di II generazione o di III generazione (nebivololo). L¿efficacia clinica e gli effetti della terapia sul pathway metabolico di NO e sullo stato di stress ossidativo verranno valutati, per confronto con la situazione prima del trattamento (T0), dopo 2 mesi di terapia (T1). Un¿ulteriore valutazione clinica e biochimica verrà effettuata dopo cross-over del farmaco e 2 mesi aggiuntivi di terapia (T2).
Per determinare la produzione di NO verranno analizzati a livello periferico i seguenti parametri: NO totale, omocisteina (Hcy), tetraidrobiopterina (TB4), ADMA, SDMA e L-Arginina.
Lo stress ossidativo verrà quantificato determinando la concentrazione plasmatica di indici di danno ossidativo (MDA, GSSG) e l¿entità delle difese antiossidanti individuali (GSH, IAC, vitamina E ed enzimi antiossidanti).
Questo studio consentirà di accrescere le informazioni sul potenziale clinico dei b-bloccanti con attività vasodilatatoria e antiossidante.