La ricerca trae spunto da una precedente indagine empirica intorno all'immagine della Magistratura italiana. Si intende costruire una proposta teorica che ridefinisca il diritto come in termini meramente descrittivi, ossia orientati a rilevarne l'esclusiva dimensione fattuale. L'elemento prescrittivo viene conseguentemente ricondotto solo entro la sfera autoreferenziata ed autonoma del singolo individuo. In tale modo diviene problematica ogni forma normativa statale ed, in particolare, ogni ricorso a tribunali statali, salvo, nel sistema democratico, il consenso espresso intorno alla norma. Il richiamo alla legittimità democratica del diritto e della relativa decisione giudiziaria avviene attraverso un vero e proprio contratto sociale effettivamente e storicamente stipulato e periodicamente rinnovato. In assenza di tali elementi di natura giuridica e politica il diritto dello stato perde ogni valore e validità per il singolo individuo ed ad esso torna la completa sovranità.