Con la l. 251/2005 (c.d. ex Cirielli) il legislatore italiano ha profondamente riformato l¿istituto della recidiva. Nella storia di tale istituto, la riforma del 2005 segna una netta inversione di tendenza rispetto ad una precedente riforma, che aveva interessato la recidiva nel 1974: allora il legislatore aveva ampliato i margini per la discrezionalità del giudice, ridimensionando il ruolo della recidiva; nel 2005 ha invece proceduto ad una rivalutazione della recidiva e a un irrigidimento della sua disciplina. La ricerca si propone, fra l¿altro, di soffermarsi sulla estromissione dalla recidiva degli illeciti colposi e degli illeciti contravvenzionali: un passaggio nodale in vista del chiarimento delle idee politico-criminali sottostanti alla riforma.
Sul piano metodologico, in primo luogo si valorizzeranno i profili empirico-criminologici del tema, facendo luce sulla fisionomia del recidivo prima della riforma e sulle modifiche che se ne possono attendere per effetto della nuova disciplina. In secondo luogo, la ricerca procederà anche alla comparazione con altri ordinamenti: da un lato, con l¿ordinamento tedesco, nel quale l¿istituto è stato integralmente soppresso; d¿altro lato, con l¿ordinamento degli Stati Uniti d¿America, dove invece la recidiva è stata oggetto alcuni decenni fa di una sorta di enfatizzazione legislativa, alla quale sembrerebbe essersi ispirato, ora, il legislatore italiano.
Tra gli obiettivi della ricerca, accanto a quello di fornire un adeguato inquadramento sistematico alla nuova disciplina e di chiarire i numerosi problemi interpretativi che essa solleva, quello ulteriore di offrire un contributo in vista di una `riforma della riforma¿: una prospettiva più che plausibile, in considerazione delle critiche pressocchè unanimi mosse anche a questa parte della legge ex Cirielli da studiosi e operatori del diritto.
Sul piano metodologico, in primo luogo si valorizzeranno i profili empirico-criminologici del tema, facendo luce sulla fisionomia del recidivo prima della riforma e sulle modifiche che se ne possono attendere per effetto della nuova disciplina. In secondo luogo, la ricerca procederà anche alla comparazione con altri ordinamenti: da un lato, con l¿ordinamento tedesco, nel quale l¿istituto è stato integralmente soppresso; d¿altro lato, con l¿ordinamento degli Stati Uniti d¿America, dove invece la recidiva è stata oggetto alcuni decenni fa di una sorta di enfatizzazione legislativa, alla quale sembrerebbe essersi ispirato, ora, il legislatore italiano.
Tra gli obiettivi della ricerca, accanto a quello di fornire un adeguato inquadramento sistematico alla nuova disciplina e di chiarire i numerosi problemi interpretativi che essa solleva, quello ulteriore di offrire un contributo in vista di una `riforma della riforma¿: una prospettiva più che plausibile, in considerazione delle critiche pressocchè unanimi mosse anche a questa parte della legge ex Cirielli da studiosi e operatori del diritto.