I 27 giugno 1924, l’anziano Filippo Turati pronunciava davanti alle opposizioni parlamentari un discorso carico di turbamento, rabbia, speranza. Giacomo Matteotti era scomparso il 10 giugno 1924. Il suo corpo senza vita sarebbe stato trovato solo due mesi dopo. “Egli vive, Egli è qui presente, e pugnante”: in nome di Matteotti era iniziata la secessione dell’Aventino, che raccoglieva i parlamentari antifascisti in un’unione eterogenea di forze che anticipava gli anni della Resistenza. Perché, a cent’anni da quegli avvenimenti, è ancora importante ricordare la morte di Matteotti, l’Aventino e i suoi protagonisti? Troppo spesso gli aventiniani sono liquidati nei manuali di storia come un tentativo, nobile ma infruttuoso, di opporre un’ultima stanca opposizione a un fascismo già pienamente padrone degli eventi. Tuttavia, nei sei mesi che seguirono l’assassinio di Matteotti, i giornali antifascisti alimentarono il fuoco dell’indignazione, il fascismo vacillò, e molte strade sembravano percorribili. Gli aventiniani agivano nel presente e intessevano reti per il futuro, dando vita a un laboratorio di democrazia che sarebbe proseguito negli anni dell’esilio e della Concentrazione antifascista di Parigi, e poi, con la seconda generazione di antifascisti, in Spagna e durante la lotta di Liberazione.
Il progetto “Vivo, presente, pugnante” riporta luce sui drammatici eventi che consumarono l’Italia cento anni fa, sui suoi protagonisti, le loro scelte, i loro ideali e le loro speranze, animate dal pensiero e dall’opera di Matteotti prima in Italia e poi all’estero. Esso si articola in due momenti, il primo di carattere scientifico, il secondo di carattere didattico e divulgativo.
La prima iniziativa è la realizzazione di un seminario scientifico con al centro i più recenti lavori di ricerca su Matteotti e la secessione aventiniana provocata dalla sua morte. L’evento è stato ospitato alla Sala Matteotti nella Camera dei deputati il 27 giugno 2024, data significativa per la commemorazione di Matteotti a Montecitorio da parte delle opposizioni aventiniane. L’incontro è stato occasione per la presentazione dei volumi: Mirko Grasso, L’oppositore. Matteotti contro il fascismo e Claudia Baldoli-Luigi Petrella, Aventino. Storia di un’opposizione al regime, entrambi pubblicati dalla casa editrice Carocci nel 2024.
La seconda iniziativa prevede la progettazione di una mostra intitolata “Vivo, presente, pugnante”. Matteotti e l’Aventino che sarà ospitata alla casa della memoria di Milano dal 26 settembre al 27 ottobre 2024. Prendono parte alla progettazione Claudia Baldoli (Università degli Studi di Milano) e Luigi Petrella (Mazzini Society), curatori della ricerca, lo studio di design appositamente selezionato e l’Istituto nazionale Ferruccio Parri. I contenuti storici saranno veicolati da un linguaggio immediatamente comprensibile anche ai non specialisti e da un’identità visiva originale e contemporanea, in grado di avvicinare il passato senza snaturarlo. Con il coinvolgimento degli/delle studenti/esse del master in Public history dell’Università degli Studi di Milano, sarà anche realizzata una versione online della mostra con pubblicazione sul sito del Dipartimento di Studi storici dopo la chiusura della mostra fisica.