I dati epidemiologici e le ipotesi originate da riscontri sperimentali ottenuti su uomo, modelli animali e in vitro, supportano l'idea che l'esercizio aerobico regolare di grado moderato (training) riduca il rischio di patologie cardiocircolatorie (coronaropatie, ictus, ipertensione arteriosa) e degenerative (aterosclerosi, diabete di tipo II). Il training rappresenterebbe quindi un valido mezzo di protezione per diversi tessuti, in particolare il miocardio. A fronte dell'evidenza epidemiologica, tuttavia, i meccanismi molecolari che stanno alla base di questo fenomeno meritano ulteriori approfondimenti. Pertanto, per evidenziare il ruolo biologico del training nella cardioprotezione, è necessario eliminare le variabili non direttamente correlate all'esercizio fisico utilizzando un modello animale sottoposto ad allenamento moderato, prendendo a modello una popolazione umana che pratica esercizio fisico con regolarità. Inoltre, un gruppo di ratti sarà esaminato dopo un periodo di sospensione dell¿allenamento, in modo da verificare se e quali i benefici dell¿allenamento persistono a distanza di tempo.
Al termine del periodo di training o di detraining, lo stato di cardioprotezione sarà verificato sottoponendo un sottogruppo di animali allenati e di animali di controllo a legatura coronarica e successiva riperfusione. Un altro sottogruppo viene invece sacrificato in modo tale da consentire l¿effettuazione di analisi biochimiche.
La modalità di training che intendiamo applicare prevede una intensità di esercizio crescente su base settimanale, in modo tale da raggiungere una velocità di marcia di 30 m/min con pendenza del 5%, da raggiungere in 5 settimane e da mantenere costante per ulteriori 5 settimane. Il periodo di detraining (cessazione dell'allenamento) previsto è di 4 settimane. Oltre alla resistenza all¿ischemia/riperfusione, valuteremo direttamente le variazioni ponderali, il consumo alimentare, la concentrazione di emoglobina, e quella di colesterolo e trigliceridi.
I ratti sono sacrificati dopo anestesia IP con pentobarbital; viene contemporaneamente iniettata eparina per consentire la separazione delle varie componenti ematiche. Il sangue viene prelevato per puntura cardiaca, quindi l'animale viene sacrificato e vengono prelevati diversi organi e tessuti, che sono avviati alle analisi.
Il cuore viene valutato morfologicamente, misurando lo spessore delle pareti e dei setti con un calibro e pesando le varie parti; viene quindi congelato in azoto liquido per studi biomolecolari di vario tipo o fissato per studi morfologici. Inoltre, vengono prelevati i seguenti muscoli scheletrici delle zampe posteriori: soleo, plantare, estensore lungo delle dita, tibiale anteriore, gastrocnemio, gracile. Una volta isolati e ripuliti delle porzioni fibrose, i muscoli sono pesati; i muscoli della zampa destra sono congelati in azoto liquido per studi biomolecolari, quelli corrispondenti della zampa sinistra sono inclusi per studi morfologici.